Governatore Roberto Fico l’uscita dal commissariamento dopo 19 anni è un suo successo personale: il suo primo atto da governatore, lo ricordiamo bene, è stato l’incontro a Roma con il ministro Schillaci.
«L’uscita dal piano di rientro è un risultato storico per la Campania. Negli ultimi mesi abbiamo portato avanti un lavoro politico e istituzionale decisivo per arrivare a questo traguardo, raggiunto grazie agli sforzi di tutto il sistema sanitario, di medici e operatori sanitari, grazie al rigore dei conti ed all’impegno negli anni della giunta precedente. Voglio ringraziare il ministro Schillaci per la disponibilità, l’attenzione e la collaborazione istituzionale concreta e ribadire che non si tratta di un successo personale ma di un risultato collettivo figlio di un lavoro sinergico che restituisce autonomia alla sanità campana e ci consente di aprire una nuova fase, fatta di programmazione e investimenti per migliorare i servizi ai cittadini».
APPROFONDIMENTI
Ora con il rientro dei poteri ordinari concretamente cosa cambia per gli utenti campani? Più risorse? Come si usano?
«Uscire dal piano di rientro significa non essere più vincolati a una gestione emergenziale e poter programmare con maggiore libertà. Non è solo una questione di risorse aggiuntive, ma un reale cambio di prospettiva per poter affrontare la gestione e la programmazione della sanità con maggiori capacità di investimento, maggiore autonomia organizzativa e possibilità di rafforzare la rete territoriale. Un lavoro che si deve tradurre in servizi più accessibili e tempi più rapidi per i cittadini campani».
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I nodi da sciogliere sono poco i numeri ristretti del personale medico e le liste d’attesa: come muoversi su questi due aspetti?
«Sono sicuramente le due priorità su cui intervenire subito. L’uscita dal piano di rientro ci consente finalmente margini più ampi e questo deve tradursi sia in un rafforzamento del personale che in una riduzione concreta delle liste d’attesa. Dobbiamo accelerare sulle assunzioni, stabilizzare chi da anni lavora in condizioni precarie e rendere il sistema sanitario campano più attrattivo, perché senza un numero sufficiente di medici e operatori non si possono garantire servizi adeguati. Allo stesso tempo è necessario aumentare l’offerta nel pubblico, utilizzare in modo appropriato il privato accreditato e rafforzare i sistemi di monitoraggio, così da assicurare trasparenza e tempi certi ai cittadini. Questo lavoro si inserisce in una visione più ampia: aggiornare il piano ospedaliero regionale e rafforzare la rete dell’emergenza-urgenza, a partire dai pronto soccorso. L’obiettivo deve essere ridurre i tempi di attesa e garantire risposte rapide ed efficaci, costruendo una sanità più vicina alle persone».
E poi ci sono gli ospedali di comunità, a cui lei tiene molto, che ora stanno finalmente prendendo forma.
«Gli ospedali di comunità sono strutture fondamentali per intercettare i bisogni dei cittadini prima che si trasformino in emergenze ospedaliere. Oggi, anche grazie alle risorse del Pnrr, stanno finalmente entrando nella fase operativa. Ma la sfida non è solo aprirli, ma farli funzionare davvero, con personale adeguato e una piena integrazione con i medici di base e con i servizi sociali. Su questo stiamo lavorando e, già nei prossimi giorni, porteremo in giunta nuovi provvedimenti per accelerare il percorso e rendere questa rete pienamente operativa».
A questo punto è in previsione, nei prossimi mesi, la nomina di un assessore ad hoc?
«In questo momento la priorità è far funzionare al meglio il sistema sanitario e dare risposte concrete ai cittadini. Siamo all’inizio di una nuova fase e c’è bisogno di impostare un lavoro immediato e strutturale, che richiede una guida diretta e una piena assunzione di responsabilità. Per questo, in questa fase, ritengo giusto mantenere la delega. Più avanti, quando avremo consolidato le priorità e avviato le azioni principali, valuteremo anche l’eventuale nomina di un assessore dedicato».
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Lei ha detto che è anche merito del suo predecessore: serviva però il dialogo da lei avviato anziché lo scontro dei mesi precedenti per uscire dall’impasse.
«Senza il lavoro portato avanti negli anni dalla giunta precedente oggi non saremmo nelle condizioni di uscire dal piano di rientro, ed è giusto riconoscerlo. Allo stesso tempo, negli ultimi mesi si erano create alcune criticità che rischiavano di rallentare il percorso. Il lavoro svolto dagli uffici della Regione e dal Gabinetto che ringrazio è stato determinante per superarle e riportare il confronto con il Ministero su un piano istituzionale e costruttivo. Questo ha consentito di sbloccare una fase complessa e di arrivare a una soluzione positiva creando le condizioni per chiudere definitivamente il percorso».