di
Giacomo Candoni
Il regista bolzanino ha seguito oltre 500 artisti: «In Italia ho lavorato con cantanti dei generi più disparati, da Fabio Rovazzi a Ornella Vanoni passando per J-Ax e Paola Turci. Rita Pavone la più instancabile»
Qualche giorno fa due mostri sacri della musica italiana, Max Pezzali ed Eros Ramazzotti, hanno pubblicato il loro nuovo singolo “Come nei film”. Il regista del videoclip è il bolzanino Claudio Zagarini, che ha realizzato immagini evocative di momenti simbolici della vita dei due protagonisti attraverso l’intelligenza artificiale. Classe 1978, Zagarini ha oltre vent’anni alle spalle come regista di video musicali e non solo, ma questo, afferma, «è una pietra miliare».
Come mai?
«È il primo al mondo realizzato interamente con l’intelligenza artificiale. Dai momenti in cui Eros e Max sono bambini e adolescenti, alle scene finali in cui si sono seduti al cinema ormai adulti è tutto frutto della tecnologia. Le uniche immagini reali sono quelle dei loro concerti. Io e Giovanni Abitante (il co-regista, ndr) abbiamo lavorato 19 ore al giorno per cinque giorni, ma ne è valsa la pena».
La sua carriera era iniziata proprio come cantante.
«Da sempre ho la musica nel sangue. A 14 anni ho dato vita ad un programma hip hop in una radio di Bolzano con alcuni amici e per me è stato un trampolino di lancio. Nel 1997 sono approdato a Radio 105 e, qualche anno più tardi, anche in televisione, con Mediaset. Dall’inizio degli anni Duemila ho iniziato gradualmente ad affiancare il canto alla regia».
Quando passò dall’altra parte della telecamera?
«Nel 2006 ho smesso definitivamente con la musica e ho iniziato a concentrarmi prima sul mondo degli effetti speciali, per poi lanciarmi nella regia vera e propria».
In quanti video c’è la sua firma?
«Almeno cinquecento. In Italia ho lavorato con cantanti dei generi più disparati, da Fabio Rovazzi a Ornella Vanoni passando per J-Ax e Paola Turci».
Tante collaborazioni anche con artisti americani. Che differenze ha notato con l’industria musicale italiana?
«È un altro mondo, a partire dai ritmi di lavoro, scanditi in maniera molto più precisa. Inoltre i cantanti hanno ben chiaro in mente ciò che vogliono e solitamente le riprese non richiedono troppi giorni. Lavorare oltreoceano è stato molto formativo e, tornato in Italia, ho cercato di valorizzare maggiormente il piano americano, fino a quel momento poco usato per i video musicali».
Qualche aneddoto curioso accaduto durante le riprese?
«Negli Stati Uniti ho lavorato molto con Snoop Dogg: potete immaginare come si presentava sul set. Ogni tanto chiedeva quanto mancasse dopo cinque minuti. Una cantante, invece, non iniziava le riprese senza una bottiglia di grappa».
Chi l’ha colpita di più per presenza scenica?
«Rita Pavone. È instancabile, ha un’energia pazzesca, superiore a quella di molti giovani. Il videoclip di Niente (Resistenza 74) con cui ha partecipato a Sanremo nel 2020 l’abbiamo registrato in una giornata sola Per un video con Rovazzi è servita quasi una settimana…».
Qual è la location più particolare in cui ha girato?
«Negli Stati Uniti, a New York: un campo di football americano asfaltato in cui erano state girate anche alcune scene della serie di film d’azione Fast and furious. In Italia invece l’Ex Teatro Nazionale, nel cuore di Firenze, per Fiera di me di Irene Grandi. Ci siamo mossi tra travi e ponteggi perché era in restauro, però si respirava un’atmosfera magica».
Le è mai capitato di dover improvvisare?
«Sempre. Una volta, per un video erano previsti degli attori, ma la mattina delle riprese il cantante non li voleva più e ci siamo dovuti adeguare».
Ad aprile 2025 ha creato una popstar e una canzone con l’intelligenza artificiale: com’è nata l’idea?
«Un po’ per gioco avevo realizzato un video in cui una ragazza diceva “Cinque minuti fa ero solo un prompt (la domanda inviata ad un modello di intelligenza artificiale, ndr) e ora sono a Roma” e la si vedeva passeggiare per la Capitale. Aveva riscosso un buon successo, era stata ripresa anche dal Tg1 e ho pensato di farla diventare una cantante. Il brano è stato interpretato dall’intelligenza artificiale, ma era stato scritto da persone in carne e ossa».
Come coesistono creatività umana e digitale?
«Personalmente, a livello creativo non vedo grandi differenze. Prendendo il video della cantante, avrebbe potuto realizzarlo senza problemi anche un disegnatore. Il problema si pone dal punto di vista occupazionale, perché molti posti di lavoro potrebbero scomparire, sostituiti dall’intelligenza artificiale. In questo momento storico, però, secondo me rischi e benefici si equivalgono. Dipende da come viene usata e in tal senso dobbiamo ricordarci che a governarla è sempre un essere umano».
30 marzo 2026 ( modifica il 30 marzo 2026 | 08:58)
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