Inizieranno giovedì prossimo a Forlì le riprese del docufilm “Non mi arrendo! La mafia non è un film”, diretto dal regista forlivese Ettore Zito. Un’opera intensa e autobiografica che racconta la vita e le scelte di Pippo Giordano, ex poliziotto 82enne ed ex ispettore della Direzione Investigativa Antimafia, protagonista per anni della stagione più dura della lotta a Cosa nostra.
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Il documentario ripercorre l’infanzia e la crescita di Giordano nella Palermo segnata dalla presenza del gotha mafioso, poi sopraffatto dall’ascesa dei corleonesi guidati da Totò Riina. Un contesto difficile, nel quale però maturò una scelta controcorrente. “Il film lumeggerà la mia crescita giovanile a Palermo, accanto al gotha mafioso poi sopraffatto dai corleonesi di Totò Riina – racconta Giordano -. Evidenzierò la mia ritrosia da ragazzo nei confronti degli uomini di Cosa nostra, che mi impedì di saltare il fosso e farne parte. Invero, decisi di scegliere la via della legalità entrare in Polizia: legalità che negli anni avvenire divenne un chiodo fisso, tant’è che riposta la divisa nell’armadio, faccio l’agricoltore seminando il seme della legalità nel verde prato della migliore gioventù”.
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Ma come è nato il film? “Il regista Ettore Zito, dopo avermi ascoltato in un paio di eventi pubblici, e apprendendo i dettagli della mia pregressa attività investigativa, compiuta anche in Usa, mi ha proposto la realizzazione del docufilm – racconta l’ex poliziotto -. Nell’opera cinematografica, evidenzierò il lavoro che svolsi accanto a due grandi magistrati, Falcone e Borsellino e ai miei colleghi, carabinieri, magistrati, onesti cittadini e bambini uccisi dalla violenza mafiosa”.
Giordano tiene a puntualizzare un concetto: “Giova dire che l’intento di Zito è produrre un documentario pensato agli studenti. Infatti, una parte sarà anche dedicata – come noto – ai miei 18 anni di incontri nelle scuole e che prosegue anche nei prossimi mesi, tra Forlì, Modena e Rimini. E quindi, il 2 aprile inizio questa nuova avventura, sperando che possa illuminare il cammino dei giovani, per farli diventare cittadini responsabili”.