di
Daniele Sparisci

Gli aggiornamenti programmati dalla Ferrari per i prossimi due Gp cancellati dalla guerra. Per ridurre il deficit di potenza serve l’Aduo, la parte di regolamento che consente alla power unit in ritardo un upgrade extra

Tre piste diverse, tre podi, un’indicazione chiara. La Ferrari ha costruito una buona macchina, affidabile e regolare, ma non da vertice. Siamo alle solite, ai discorsi sugli sviluppi per cambiare la stagione, al potenziale nascosto. Il post-Suzuka, un tracciato verità per motore e telaio, è il riassunto di un vocabolario arcinoto degli ultimi vent’anni di tradizione rossa. La Mercedes lavorava alla svolta regolamentare da tempo, a Maranello in teoria pure, dal momento che il Mondiale 2025 è stato sacrificato in chiave futura.

Eppure oggi mancano cavalli e la capacità di sfruttare al meglio la riserva di energia elettrica, un deficit che è apparso evidente sui rettilinei giapponesi e che è stato sottolineato in maniera plateale da Hamilton. Per colmarlo non basterà la pausa imposta: servirà un percorso tecnico istituito dal regolamento, l’Aduo (Additional Development and Upgrade Opportunities). 



















































Fred Vasseur: «Dovremo aspettare questo tipo di meccanismo per vedere un miglioramento netto sotto questo aspetto». Che cosa significa? Che la Fia periodicamente (ogni 6 Gp) misurerà i livelli delle power unit: se la Ferrari accuserà un ritardo di prestazioni compreso fra il 2 e il 4% rispetto alla Mercedes (il motorista di riferimento) avrà un jolly, ovvero un upgrade in più. Stesso discorso vale per Audi e Honda con esiti già certi. Giocandosi la questione sui numeri, la Mercedes non ha alcun interesse a dominare più di quanto necessario per evitare di lanciare salvagenti alla concorrenza. Ma già siamo all’acqua alta e l’impossibilità di Leclerc e di Hamilton di difendersi dagli assalti dei migliori è la prova.

Una nuova power unit «vitaminizzata» è attesa a metà giugno a Barcellona. La Ferrari non avrebbe voluto fermarsi per oltre un mese (la prossima gara è il 3 maggio a Miami) perché aveva programmato aggiornamenti importanti tra il Bahrein e Gedda, tappe cancellate dal conflitto in Medio Oriente, e in questa fase girare era la cosa più importante per ottenere verifiche. Il break tornerà più utile a chi naviga nelle zone basse della griglia (Aston Martin, per esempio), alle prese con gravi problemi progettuali. 

Tuttavia, il lavoro per migliorare la Ferrari SF-26 sarà tanto e ben distribuito, a cominciare dall’ottimizzazione del software e degli algoritmi che regolano la potenza del modulo elettrico. A Maranello hanno optato per batterie leggermente più grandi, convinti che la scelta paghi nel lungo periodo. Il tutto in un quadro di incognite, derivanti dalle discussioni fra Federazione e scuderie che porteranno a inevitabili aggiustamenti delle regole: una riduzione del contributo della parte elettrica (ora deve fornire il 50% della potenza) potrebbe giocare a sfavore dei rossi. Vedremo.

Suzuka ha certificato il ritorno della McLaren: i tecnici diretti da Andrea Stella hanno cominciato a capire il potenziale del motore (la Mercedes lo aveva consegnato «senza libretto di istruzioni», scherzano nel paddock). Per la Ferrari è una minaccia concreta, ma è anche la dimostrazione che si può rimontare in fretta. A Miami inizia un nuovo Mondiale? Sì, ma per tutti.

30 marzo 2026 ( modifica il 30 marzo 2026 | 08:37)