«Torino mi ha accolto a braccia aperte dal primo giorno, oltre a rappresentare il mio passato è dove ho deciso di costruire il mio futuro. Sarà molto emozionante tornarci, è casa mia». Kaja Grobelna, ex capitana del Chieri, è una delle protagoniste della storia recente del club piemontese. Dopo aver alzato tre trofei internazionali con le collinari, oggi è l’opposto del Galatasaray, avversario di Chieri nella finale di Cev Cup. A pochi giorni dalla gara di mercoledì, Grobelna racconta emozioni, scelte e visione su una doppia finale che assegnerà il trofeo. Due gare dal sapore speciale.
Cosa rappresenta per lei Chieri?
«È la società in cui sono cresciuta come giocatrice e come persona. Lì ho vissuto emozioni incredibili con persone fantastiche. La considero l’esperienza che mi è rimasta più nel cuore».
Che effetto le fa sfidarla in finale?
«È una sensazione molto particolare. Come professionista l’obiettivo è vincere, ma dal giorno in cui sono andata via ho sempre augurato il meglio a tutti, perché se lo meritano».
Sarà una partita più emotiva delle altre?
«Non posso nascondere che sarò emozionata, soprattutto pensando ai traguardi raggiunti insieme. Però già qualche mese fa avevo cominciato a pensare che questa situazione sarebbe potuta succedere, quindi mi sono preparata psicologicamente».
Quanto conterà separare affetto e campo?
«Siamo professionisti. Quando entriamo in campo, dobbiamo concentrarci solo sulla partita, senza emozioni».
Il ricordo più bello dei trofei vinti?
«La Challenge Cup è stata incredibile, specialmente perché è stata la prima coppa europea per Chieri al mio primo anno da capitana. Ma se devo scegliere, direi la vittoria della Cev Cup: una competizione così importante vinta davanti ai nostri tifosi, ed essere eletta Mvp. È uno dei giorni più belli della mia carriera».
Perché nel 2024 ha scelto il Giappone?
«Il Giappone è sempre stato un mio sogno. Ho voluto fare un’esperienza diversa, mettermi alla prova a quelle latitudini. La società ha capito la mia scelta e mi ha sostenuta».
Che cosa le ha lasciato?
«Mi ha arricchita tanto quell’esperienza, ho conosciuto una cultura sportiva e professionale diversa».
Come si trova oggi al Galatasaray?
«È una sfida stimolante, con dinamiche interne diverse, ma lo vivo come uno sprone a migliorare».
Che ambiente ha trovato in Turchia?
«Passare da un contesto più familiare come Chieri a un club internazionale, una polisportiva, è stato un grande cambiamento, ma mi ha dato nuove opportunità».
Sentite il peso dei favori del pronostico?
«Non credo ci sia un vero favorito. Chieri ha fatto un percorso fantastico e ha dimostrato di potersela giocare con chiunque».
Quanto pesa avere in squadra Myriam Sylla?
«È un valore aggiunto, sia dal punto di vista tecnico che caratteriale. È una campionessa e una meravigliosa compagna di squadra».
Che Chieri si aspetta?
«Lotteranno fino all’ultimo. Li conosco bene, non molleranno mai».
Conta conoscere l’ambiente?
«Da quando sono andata via, molte cose sono cambiate, conta solo il presente».
Quanto peserà la gara d’andata?
«La gara d’andata a Torino sarà fondamentale. Vincere ci darebbe molta fiducia».
Che cosa significherebbe vincere ancora la Cev Cup?
«Per il Galatasaray sarebbe storico. Per me sarebbe bellissimo poterla rialzare».