È in procinto di presentare altre tre richieste di risarcimento all’ospedale Monaldi di Napoli, dove il 21 febbraio è deceduto il piccolo Domenico Caliendo, «per circa 10 milioni di euro».

Lo ha detto l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo-Marcolino.

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Le richieste «di componimento bonario» saranno formulate, spiega, «in relazione alla morte di altri tre bimbi verificatesi al Monaldi, uno dei quali sottoposto a trapianto di cuore, determinate da un’infezione da batterio nosocomiale». A inizio marzo l’avvocato Petruzzi ha rivolto all’ospedale, dove è morto Domenico, una analoga richiesta da tre milioni.

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«Il Monaldi in questo momento non è neanche assicurato, è in regime di “autotutela”» spiega il legale. «Mi è stato riferito dall’ufficio affari legali – ha detto ancora Petruzzi – dalla coordinatrice del comitato valutazioni sinistri, che la compagnia che assicurava il Monaldi aveva chiesto 14 milioni di euro per la polizza ed è già da qualche anno che sono senza assicurazione». «Se poi – ha aggiunto Petruzzi – in un eventuale giudizio, la condanna al risarcimento dovesse essere più alta, allora dovranno spiegare alla Corte dei conti perché non hanno pagato quella cifra». 

«Monaldi disposto a un incontro per eventuale accordo»

«L’ufficio Affari Legali del Monaldi ci ha appena comunicato che è disposto a incontrarci per giungere a un accordo da proporre alla direzione generale». È quanto fa sapere, all’ANSA, l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo, morto dopo un trapianto di cuore fallito. «Apprezziamo che il Monaldi, dopo la nostra lettera dei giorni scorsi, sia tornato repentinamente sui suoi passi e abbia accettato di incontrarci per provare a trovare una definizione stragiudiziale alla vicenda», aggiunge. «A riprova della bontà di questa difesa – sottolinea Petruzzi – si evidenzia come il Monaldi stesso abbia ringraziato per aver evidenziato conflitti di interessi all’interno del comitato di valutazione sinistri in quanto uno dei medici legali coinvolti era anche stato nominato da uno degli indagati. Sul caso di specie ha garantito che si adopererà per verificare queste incompatibilità e sanarle. Speriamo che questo sia il primo passo di un percorso condiviso e che il Monaldi abbia compreso come le prese di posizione in questa vicenda non siano utili a nessuno». Il giorno 8 aprile alle 9 saremo al tavolo per discutere fattivamente della questione», conclude Petruzzi.

Iervolino: «Vicini al dolore, migliorare il sistema»

«Non c’è mai stata contrapposizione tra l’azienda e la famiglia, anzi siamo stati sempre molto vicini e lo siamo tutt’ora. Ne comprendiamo il dolore, è anche nostro». Lo ha dichiarato Anna Iervolino, direttrice generale dell’azienda ospedaliera dei Colli di Napoli, in un’intervista a Sky TG24, sul caso della morte del piccolo Domenico. «Sono vicina come azienda e come madre al loro dolore, lo sento sulla mia pelle, nulla può restituire Domenico alla sua famiglia ma possiamo entrambi lavorare sul miglioramento della sanità pubblica e soprattutto sulla salvaguardia di questo bene incommensurabile che è un’azienda di alta specializzazione che ha un ruolo strategico in tutta la sanità campana e che devo dire, nonostante tutto, non si è mai fermata» ha concluso.