L’Italia è pronta per la partita che vale l’accesso al prossimo Mondiale. Alla vigilia della finale dei playoff di domani sera a Zenica, Rino Gattuso ha parlato nella piccola sala stampa dello stadio Bilino Polje. Ad ascoltarlo il presidente della Figc Gravina, il ds Buffon, il segretario generale Brunelli, il presidente della Lnd Abete, quello della Serie B Bedin, quello della Lega Pro Marani e i vertici dell’Aic, Calcagno e Grazioli. Il ct non ha fatto molti giri di parole: “Ho sentito in questi mesi un grande affetto nei miei confronti e nei confronti di questa squadra – ha detto – e domani sta a noi dare una gioia agli italiani. Speriamo che arrivi”. In palio c’è un posto nella Coppa del Mondo alla quale non partecipiamo dal 2014. “Rispetto a Bergamo è cambiato poco. Domani ci giochiamo tanto e lo sanno tutti, dai ragazzi alla Federazione. Affronteremo una squadra forte fisicamente con giocatori di qualità e ci vorrà una grande Italia per coronare il sogno del Mondiali. Da parte nostra speriamo di non deludere i nostri tifosi: dobbiamo scendere in campo con voglia e veemenza. In passato siamo diventati campioni anche se non eravamo i più forti, ma abbiamo sempre messo in campo lo spirito patriottico: con questo abbiamo raggiunto risultati importanti e questo spirito non deve mancare”. La speranza è che la squadra non sia bloccata come all’inizio della gara contro l’Irlanda del Nord. “Le partite sono tutte difficili, specialmente quando sai che non puoi sbagliare e fallire. Da ct puoi dire quello che vuoi, ma sono i calciatori che vanno in campo. Contro l’Irlanda qualcosina l’abbiamo sbagliata, specialmente nella costruzione, e l’abbiamo pagata nella prima frazione. Secondo me però siamo stati bravi perché da quando sono arrivato, sette mesi fa, non eravamo questi: soffrivamo gli avversari, subivano occasioni, non sentivamo il pericolo. Credo che qualche passo in avanti lo abbiamo fatto e, anche se nel primo tempo giovedì non siamo stati brillanti e non siamo stati bellini, ho visto un’Italia concreta. Quella che volevo. Siamo diventati un gruppo durante la mia gestione: all’inizio prendevamo sempre gol, a volte anche evitabili, ed eravamo fragili. Ora siamo molto cresciuti. Oggi è venuto in aereo qua con noi Di Lorenzo che si sta curando da un doppio infortunio, a Bergamo è venuto Zaccagni, Vicario è con noi… Sentivo dire in passato che della Nazionale non importava molto e invece è il contrario ora. Mi auguro per questi ragazzi che raggiungano l’obiettivo perché lo meritano. Anche se le cose andranno male, potrò dire loro solo grazie, ma faccio gli scongiuri e spero non succeda”. 

FUTURO A cosa può accadere in caso di mancata qualificazione Rino non ha voluto pensare: “Non è il momento per parlare di questo e non sono la persona più adatta. Per me sarebbe una delusione, una mazza importante e mi dovrei assumere le mie responsabilità, ma non mettiamoci i punti perché la testa non ce la siamo ancora spaccata. Ho il mio pensiero e me lo tengo dentro di me. Quello che succederà nel bene e nel male, lo vedremo. Io ci metterò la faccia comunque, come ho sempre fatto”. 

STADIO E BOSNIA Lo stadio Bilino Polje non lo preoccupa più di tanto o comunque non è al centro dei suoi pensieri anche se il pubblico sarà caldo e il manto erboso non in perfette condizione. “Non dobbiamo pensare al campo. Se è brutto, è brutto per noi e per loro. E non bisogna pensare neppure al tifo in tribuna perché è da deboli pensare a quello che succede fuori dal campo o cercare alibi. Ho visto il terreno di gioco ed è un campo che può andare. La scorsa stagione con l’Hajduk ho allenato non troppo lontano da qua e so cosa vuol bene campi brutti. E anche se fosse stato brutto, potevamo farci poco. Il nostro unico pensiero deve essere ai nostri avversari, al fatto che sono una squadra forte e che usa molto gli esterni. Non dobbiamo farci mettere in difficoltà e bisognerà essere concentrati”. Poi sul collega ct Barbarez che ha parlato di pullman da parcheggiare davanti alla difesa se la Bosnia andrà in vantaggio o davanti all’area avversaria se sarà l’Italia a segnare: “È un grande giocatore di poker e me lo ricordo quando giocava attaccante al Leverkusen e all’Amburgo. Mi piace perché entra nell’anima dei giocatori e si fa voler bene da loro. Con la Nazionale ha fatto quasi un gol ogni due partite ed è credibile. Mi riallaccio alla polemica per il video di Vicario e Dimarco: siamo stati stupidi noi a farci male da soli, ma la Bosnia è un avversario di qualità che ti fa soffrire quando ti aggredisce perché ha attaccanti bravi ad allargarsi sulle fasce e a legare il gioco”. Un pensiero particolare lo ha riservato a Dzeko che stamani ha usato parole di grande stima per l’Italia: “Con lui ho da anni una buona amicizia e quando ero all’Hajduk c’è stata la possibilità che venisse a giocare nella mia squadra. Quando ci parlavo in passato avevo percepito lo spessore dell’uomo; come giocatore non devo aggiungere niente perché lo conoscete tutti… È un uomo di grandi valori e non si è smentito. Complimenti a lui per quello che ha detto, che sta facendo e per il valore che ha. La Bosnia si gioca nel suo stadio una partita importante. Quello che è successo (l’esultanza di Vicario e Dimarco dopo i rigori di Galles-Bosnia, ndr) non mi è piaciuto: Dimarco era lì con i suoi familiari e non è accaduto niente di grave”.

FORMAZIONE Sull’undici che andrà in campo nessuna anticipazione: “La squadra ce l’ho in testa e i cinque cambi saranno fondamentali. Sicuramente la prestazione di Locatelli nel finale contro l’Irlanda del Nord è stata buona, prima ha faticato come gli altri. Pio dall’inizio? Non voglio dare vantaggi. La Bosnia non è solo fisica, ma anche tecnica. Nella scelta dell’undici titolare spero di fare meno danni possibili”.