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Claudia Voltattorni

Martedì il voto alla Camera del decreto che dà un bonus bollette di 115 euro ai redditi più bassi. Ma l’Arera: nel prossimo trimestre tariffe più alte per loro. I consumatori: decreto insufficiente. Stop al telemarketing

Lunedì pomeriggio il governo ha chiesto la fiducia alla Camera sul decreto Bollette (anche noto come decreto Energia), provvedimento licenziato dal Consiglio dei ministri a fine febbraio che contiene misure urgenti per la riduzione del costo di gas ed energia elettrica per famiglie e imprese e ora in discussione a Montecitorio. Tra le misure anche quella che riguarda gli Ets, la possibilità di superare il meccanismo della tassa sulle emissioni di Co2 dell’industria, che però attende il via libera di Bruxelles.
Martedì in mattinata sarà votata la fiducia e poi arriverà il voto finale al provvedimento. Il testo poi andrà al Senato.
Ma sempre lunedì l’Arera ha comunicato le nuove tariffe di gas ed elettricità che vedono nuovi rialzi. E le associazioni dei consumatori bocciano il decreto: «È insufficiente».

Arera: tariffe cresciute

Lunedì l’Arera, autorità di regolazione per energia reti e ambiente, ha comunicato l’andamento delle tariffe per il secondo trimestre 2026. Ed emerge che per il «cliente tipo» vulnerabile servito in Maggior Tutela la bolletta dell’energia elettrica aumenterà dell’8,1%. La spesa annuale per l’utente tipo vulnerabile in regime di Maggior Tutela si attesterà quindi a 589,34 euro nel periodo compreso tra il primo luglio 2025 e il 30 giugno 2026 (+4,5%). Dal primo aprile 2026, il prezzo di riferimento dell’energia elettrica per il cliente tipo sarà di 30,24 centesimi di euro per kilowattora. Il conflitto in Oriente, viene spiegato dall’Autorità, «ha causato un inaspettato innalzamento dei prezzi dei prodotti energetici sui mercati internazionali con una ricaduta diretta sulle bollette di energia elettrica».



















































Consumatori: «Aiuti insufficienti»

E i consumatori attaccano. Dal Codacons all’Unc a Federconsumatori, arriva la bocciatura del decreto Bollette in approvazione ritenuto «insufficiente» perché la «stangata» per i consumatori più fragili non potrà essere attutita dal bonus di 115 euro. «È evidente – secondo il Codacons – come il decreto bollette varato dal governo non sia in grado di intervenire sulla situazione attuale né di calmierare l’impatto negativo della guerra in Medio Oriente». Federconsumatori chiede quindi nuovi interventi.  

Bonus 115 euro e altri aiuti

Dai bonus energia per i redditi più bassi agli aiuti per le imprese, il decreto contiene una serie di misure per fronteggiare il caro energia. In particolare, vengono destinati 115 euro come contributo straordinario solo per il 2026 ai destinatari di bonus sociale, coloro cioè che hanno un  Isee fino a 9.796 euro o 20.000 se famiglia con 4 figli. 
Il decreto prevede inoltre un aiuto per redditi superiori, ma entro i 25.ooo euro di Isee annuale, erogato ai clienti domestici dalle stesse aziende energetiche: si tratta di un contributo volontario una tantum fino a 60 euro l’anno nel 2026 e nel 2027 che le aziende potranno decidere di erogare sotto forma di sconto, ma solo a coloro che già non usufruiscono del bonus sociale e che abbiano un consumo di energia elettrica non superiore a 500 kWh nel bimestre gennaio/febbraio per i clienti attivi al primo gennaio e consumi complessivi inferiori a 3.000 kWh nei 12 mesi antecedenti al termine del bimestre di riferimento. Tra le ultime aziende ad aderire il gruppo A2A che proprio lunedì ha comunicato lo «sconto» per la bolletta elettrica. 

Il caso telemarketing

Ma il decreto contiene anche altre misure. Tra le novità arrivate durante l’esame del provvedimento in Commissione, il via libera al divieto di telemarketing «selvaggio» verso i consumatori con l’invalidità dei contratti  di fornitura di gas o elettricità stipulati via telefono se non dopo espresso consenso dell’utente, consenso che le aziende adesso dovranno provare. Una novità applaudita dalle associazioni dei consumatori che da anni denunciano le pratiche molto spesso scorrette dei contratti via telefono: «È quello che chiediamo da anni: per luce e gas è impossibile con una telefonata avere un quadro informativo adeguato. L’argomento è troppo complesso e sono troppe le variabili».
Ma Asstel insorge. L’associazione che raggruppa le aziende delle telecomunicazioni chiede una correzione dell’emendamento che «discrimina quegli operatori di telecomunicazioni che offrono anche servizi energetici, impedendo loro le comunicazioni commerciali su questo tema ai propri clienti». Secondo Asstel, il requisito del consenso preventivo del cliente con il divieto di utilizzo di banche dati di clienti esistenti (ottenute dalle aziende per servizi diversi da quelli energetici) limiterebbe di fatto la platea dei venditori alle sole aziende energetiche, escludendo quindi operatori diversi «che vogliono entrare nel mercato energetico». L’associazione parla di «norma asimmetrica»: «Una misura pensata per tutelare il consumatore rischia di produrre l’effetto opposto: meno concorrenza, meno pressione sui prezzi dell’energia». Chiede quindi una correzione.

Centrali a carbone

Altra novità introdotta durante l’esame del provvedimento riguarda la proroga al 31 dicembre 2038 della graduale dismissione delle centrali a carbone utilizzate per la produzione di energia elettrica.

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30 marzo 2026 ( modifica il 30 marzo 2026 | 19:29)