«Controllavano anche il respiro, anche una semplice transazione tra due cittadini diventava oggetto di pressing estorsivo».

È questo il commento del procuratore di Napoli Nicola Gratteri, al termine della conferenza stampa sui 22 arresti di soggetti ritenuti vicini al clan Zagaria.

Arrestato Michele Zagaria, l’ultimo boss dei Casalesi

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Un clan che dal 2019 ad oggi ha saputo riproporsi con forza: legami con politici locali nel traffico e nella gestione dei rifiuti, ma anche droga ed estorsione; poi: riciclaggio del denaro sporco a Dubai e a Tenerife. In cella i boss storici, meno violenza o pulsioni stragiste, ma il clan Zagaria controlla alcuni importanti indotti economici.

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Ha spiegato il procuratore Gratteri: «Non è un caso che sono state sequestrate quote societarie di immobili per il valore di 40 milioni di euro. Va anche tenuta in considerazione l’alleanza con il clan Bellocco della Ndrangheta». Inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Michele Del Prete, decisivo il lavoro dei carabinieri del comando provinciale di Caserta e del Ros.