JESI – Domenica mattina scorsa, tra fotografie in bianco e nero e parole cariche di memoria, Jesi si è guardata allo specchio. Non quello delle grandi occasioni, ma quello più autentico dei suoi quartieri. È da questo sguardo condiviso che nasce “L’Album di quartiere”, presentato il 29 marzo allo Spazio Cara Città.

Alle 10.30 lo spazio di via Carlo Urbani ha ospitato l’incontro dedicato al progetto, nato da un laboratorio di fotografia analogica e scrittura che ha coinvolto i quartieri San Giuseppe, Minonna, Prato e Smia. Per l’occasione, lo stabile comunale si è trasformato in un salotto culturale, accogliendo cittadini e istituzioni.

I relatori intervenuti durante la presentazione de “L’Album di quartiere” allo Spazio Cara CittàI relatori intervenuti durante la presentazione de “L’Album di quartiere” allo Spazio Cara Città

L’incontro

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, gli assessori Luca Brecciaroli e Paola Lenti, insieme a Simona Cardinali, Francesca Tilio, Francesca Matteoni (in collegamento video), Caterina Fattori e Carolina Mancini.

Più che una semplice raccolta di fotografie e testi, “L’Album di quartiere” rappresenta l’esito di un percorso collettivo guidato da Tilio, Matteoni e dal Circolo Fotografico Jesino Massimo Ferretti. Un lavoro che ha permesso ai cittadini di diventare autori e protagonisti della narrazione urbana, trasformando scorci quotidiani in vere e proprie opere espressive.

A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato l’assessore alla cultura Luca Brecciaroli: «È un percorso molto importante, ci crediamo in primis per il coinvolgimento. Si parla tanto di cultura legata ai grandi eventi, ma quello che conta è la relazione: scrollarci dal torpore dei divani di casa, dalla chiusura che stiamo vivendo, e fare cose insieme. Questo primo step del percorso ha rappresentato una scoperta della nostra città. Si crea relazione, condivisione, così come la condivisione di uno spazio come questo. Funziona, va bene, continuiamo a relazionarci».

Il progetto

Il progetto ha preso forma grazie a mesi di lavoro sul campo. Come ha spiegato la fotografa Francesca Tilio, i partecipanti hanno esplorato i quartieri con uno sguardo lento e attento, abbandonando i dispositivi digitali per riscoprire la fotografia analogica: «Via i telefoni, in mano l’analogico, una pellicola caricata. È emozionante avere questo album tra le mani. La cosa più sorprendente è che qui non ci sono solo immagini: c’è un’idea di comunità che nasce e cresce piano piano».

Un approccio condiviso anche dalla scrittrice Francesca Matteoni, che in un video ha raccontato il senso più profondo del progetto: «Ci siamo immersi nel non detto, nei dettagli, nel percepito. L’altro, fotografato in immagini e parole, si è rivelato solo durante lo sviluppo del rullino o l’editing, come un familiare estraneo che ci restituisce qualcosa di noi». Per Matteoni, Cara Città è «soprattutto un progetto sul riabitare: andare oltre la semplice residenza, portare con sé ricordi, accettare l’incertezza e contribuire alla gioia del vivere insieme, in modo gratuito e rivoluzionario».

L’album include anche un’estensione digitale: tramite un QR code è possibile accedere alla sezione “Ascolto”, curata dalla Casa delle Culture / Casa delle donne, che raccoglie storie e testimonianze di persone con background migratorio. «Questo elemento permette di connettersi con altre culture presenti sul territorio, offrendo una prospettiva più ampia della città, anche attraverso esperienze di persone che a Jesi sono arrivate ad un certo punto della loro vita e che, tra i vicoli, hanno ritrovato o riscoperto qualcosa di familiare o di totalmente altro» spiega Caterina Fattori.

Importante anche il ruolo delle associazioni. Carolina Mancini, per Arci Jesi e Fabriano, ha evidenziato la forte partecipazione: «È stata una meravigliosa sorpresa vedere tanta partecipazione. Questo momento onora un percorso iniziato lo scorso anno, in cui abbiamo immaginato questo spazio come luogo di quartiere, un presidio culturale aperto a chiunque voglia partecipare. Età diverse, attività diverse, per dare senso agli incontri. Arci Jesi Fabriano crede in questo progetto, ma soprattutto vuole cambiare la narrazione dell’isolamento: non dobbiamo cercare cose incredibili che avvengono lontano, partiamo da qui, da adesso».

Il pubblico presente alla presentazione de “L’Album di quartiere” allo Spazio Cara Città

Visto il successo dell’iniziativa, il progetto proseguirà nei prossimi mesi. Promosso dalla Fondazione Cariverona, continuerà grazie alla collaborazione tra realtà locali e cittadini, con nuove attività ed eventi coordinati da Sineglossa e realizzati insieme a partner come Arci Jesi-Fabriano, KAR Movimenti Creativi, Ratatà Festival, ACCA Academy, Casa delle Culture e il Circolo Fotografico Massimo Ferretti.