Un medico e un’infermiera agli arresti domiciliari a Lecce.  L’ordinanza è del GIP Giulia Proto richiesta dal pm Maria Vallefuoco. I due sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di concorso in peculato, falso ideologico aggravato, accesso abusivo a sistema informatico e truffa aggravata ai danni del Servizio Sanitario Nazionale. Il medico è Massimo Trianni, 70 anni, di Taviano, cardiologo all’ultimo giorno di lavoro, in servizio nel Poliambulatorio del distretto socio sanitario Lecce, ovvero nella Cittadella della salute del vecchio Vito Fazzi. L’infermiera è Maria Teresa Bianco, 55 anni, di Lizzanello

Il provvedimento trae origine da una articolata attività investigativa, avviata su scala nazionale nel 2025 su disposizione del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute di Roma, focalizzata sul monitoraggio delle attività libero-professionali intramurarie (A.L.P.I.).

Le indagini hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico di un dirigente medico e di una collaboratrice infermieristica, ritenuti responsabili di aver istituito un sistema parallelo di erogazione di prestazioni sanitarie a pagamento all’interno di strutture pubbliche.

Il sistema

Nello specifico, gli indagati avrebbero utilizzato sistematicamente i locali e le dotazioni di una ASL Pugliese per l’effettuazione di visite private non autorizzate, eludendo i canali ufficiali di prenotazione (Cup) ed introitando direttamente i compensi nonché, relativamente al medico, anche le indennità di esclusività garantite dal contratto, per un totale di almeno 52.000 euro per il periodo esaminato. “Tale condotta – spiegano dall’Arma -, oltre a configurare i reati di concorso in peculato, falso ideologico, truffa aggravata e accesso abusivo a sistemi informatici, ha cagionato un sensibile pregiudizio al funzionamento delle liste d’attesa e all’integrità delle risorse destinate al Servizio Sanitario Nazionale.