di
Redazione Bergamo

Al termine degli allenamenti della squadra Primi calci di Osio Sotto: l’uomo bloccato dall’allenatore, fino all’arrivo dei carabinieri

Stava per entrare negli spogliatoi della squadra «Primi calci» dell’oratorio San Giovanni Bosco di Osio Sotto quando i bambini avevano concluso l’allenamento e chiamando in almeno un paio di circostanze direttamente il bambino di 8 anni, facendo finta di essere il padre. È stato il pronto intervento degli allenatori a evitare che l’uomo, un 29enne pakistano, potesse portare a compimento il proprio piano, portando via il piccolo, nel pomeriggio di mercoledì, 25 marzo. Lo stesso bambino, di origine marocchina, aveva infatti segnalato di non conoscere l’uomo.

Di fronte alla resistenza dell’allenatore, l’uomo ha tentato di allontanarsi, ma è stato bloccato dai presenti, allenatori e dirigenti. Dopo essere stato allontanato dagli spogliatoi, l’uomo non ha desistito dal suo intento e, attraverso un altro ingresso allo spogliatoio, ha nuovamente cercato di raggiungere il bambino per portarlo via. Ma anche in questo caso ha incontrato la ferma reazione degli allenatori che hanno trattenuto l’uomo e allertato i carabinieri. All’arrivo dei militari, l’uomo non ha opposto resistenza e si è scusato senza riuscire a fornire spiegazioni plausibili che motivassero il gesto. 



















































Il 29enne di origine pakistana, incensurato e residente a Dalmine, è stato così arrestato dai carabinieri di Osio Sotto, nel frattempo intervenuti sul posto.  Tra le ipotesi al vaglio, il fatto che l’uomo avesse sentito il nome del bambino proprio durante gli allenamenti e avesse cercato di avvicinarlo chiamandolo direttamente. Tra i due, in ogni caso, non c’è stato alcun contatto fisico. 

L’accusa, in ogni caso, è di tentato sequestro di persona aggravato, in considerazione dell’età del bambino. Trasferito in carcere su disposizione della Procura, l’uomo non ha saputo fornire motivazioni convincenti davanti al giudice. A ulteriore conferma dell’anomalia del comportamento, è stato convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare. I carabinieri, nel frattempo, hanno acquisito le immagini delle quattro telecamere presenti in oratorio.

«Non lo avevamo mai visto prima», spiega don Michele Bucherato. Specificando come nei giorni successivi si sia cercato di «andare avanti, con “un occhio in più”, garantendo il rispetto degli orari di inizio e fine allenamenti e chiedendo ai genitori di essere corresponsabili nel ritiro dei bambini», al termine degli allenamenti. «Nei giorni successivi – prosegue il curato – ne abbiamo parlato sia con la famiglia del bambino che con gli altri genitori. In realtà sono tutti abbastanza sereni, nessuno è rimasto traumatizzato e la famiglia stessa ringrazia dell’attenzione nel controllo da parte degli allenatori della società e del fatto che non sia successo nulla. Il bambino stesso è sereno, poi credo che la famiglia abbia sporto denuncia».

Certo è che l’episodio di Osio Sotto ricorda molto da vicino quanto accaduto solamente lo scorso febbraio, con il tentativo di rapimento di una bambina all’Esselunga di via Corridoni, in città . In quel caso, la bambina era stata avvicinata all’uscita da uno sconosciuto all’uscita del supermercato, mentre si trovava con la mamma e il papà. L’uomo aveva tentato di prelevarla a forza e la piccola, in quel caso, aveva riportato anche la frattura di una gamba.  


Vai a tutte le notizie di Bergamo

Iscriviti alla newsletter di Corriere Bergamo

31 marzo 2026 ( modifica il 31 marzo 2026 | 15:43)