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In tv c’è un problema Ilary Blasi. Inutile negarlo, inutile ignorarlo, inutile sottovalutarlo. Il flop del “Grande Fratello Vip”, annunciatissimo, costringe inevitabilmente anche ad una riflessione sulla sua padrona di casa. Perché si sa, quando la squadra va male le responsabilità vengono addebitate soprattutto all’allenatore, che nella maggior parte delle circostanze perde il posto.
Come ad un mister, alla Blasi si chiedono i risultati. E poco importa se la rosa non è competitiva, se l’attaccante ha sbagliato decine di gol a porta vuota. Insomma, non basta giocare bene.
Alla Blasi, invece, si tende ad abbonare tutto. Ma alla fine il rischio è quello di ritrovarsi con numerosi progetti naufragati, veri e propri flop che rappresentano un tatuaggio.
Una lunga serie di insuccessi
Nel caso di Ilary la lista comincia ad essere lunga, a partire da “Balalaika”, trasmissione corale (c’erano pure Nicola Savino e Belen Rodriguez) che accompagnò i primi e finora unici Mondiali di Calcio raccontati da Mediaset, nel 2018.
Nell’autunno dell’anno successivo toccò ad “Eurogames”, versione rinnovata e rivisitata di “Giochi Senza Frontiere”. Nel 2021 altro programma dimenticabile: “Star in the Star”, che fin dalla vigilia pagò la somiglianza con “Tale e Quale” e “Il Cantante Mascherato”.
Dodici mesi fa il tracollo più roboante, ovvero quel “The Couple” fatto partire a ridosso del “Gf” e chiuso anzitempo per ascolti disastrosi, addirittura prima di una finale già anticipata che non vide mai la luce. Fino ad arrivare a questo “Gf Vip”, che sulla carta si sarebbe dovuto distinguere dalla versione ‘nip’ e che, stando alle sentenze dei social (notoria bolla che non rispecchia mai la realtà) Ilary avrebbe sicuramente resuscitato.
Il solito refrain
“Non è colpa sua”. Il refrain è sempre lo stesso. E se da una parte c’è tanta verità (il format è bollito, usurato e meriterebbe solo un lungo letargo), dall’altra è inevitabile accendere i riflettori sul timoniere. Volenti o nolenti.
Parliamoci chiaro: con un trend del genere (non abbiamo citato le sue ultime appannate edizioni de “L’Isola” per benevolenza) qualsiasi volto tv sarebbe stato impallinato o comunque messo ai box. Ilary, al contrario, esce puntualmente indenne dal pantano, fresca, pulita, senza la benché minima macchia.
Ilary dovrebbe pertanto sporcarsi, magari di sugo. Proprio come Cattelan, suo omologo al maschile e coetaneo che da tempo cerca un linguaggio e una connotazione che lo consacrino al grande pubblico.
Qualcuno obietterà ed evidenzierà che quel modo di presentare svagato e distratto della Blasi è di per sé una reale risposta a tale richiesta, non comprendendo che la questione è tutta lì. Nella sua fretta, nel suo sminuire tutto ciò che si trova davanti, nel dare la perenne sensazione di volersi trovare in qualsiasi altro posto che non sia uno studio.
Ilary è ‘una di noi’?
Tutto bello, tutto spassoso. Una, due, tre volte. Ma ad un certo punto arrivi a domandarti legittimamente se Ilary sia davvero ‘una di noi’, una con la quale identificarsi ed empatizzare. In tal senso, la storia ha dipinto tutto un altro quadro: a partire da “Balalaika”, con la Blasi che disertò diverse puntate, senza valide giustificazioni. Anzi, in un’occasione l’assenza si legò al viaggio a Mykonos che l’ex moglie di Totti organizzò con l’allora consorte. Una situazione assai simile a quella vissuta durante “The Couple”. Nel giorno della sospensione, mentre i concorrenti venivano avvisati e fatti uscire dalla ‘clausura’, la conduttrice del reality pubblicò immagini di una vacanza al lago di Como, scatenando polemiche e la percezione che delle sorti della trasmissione poco le importasse.
Piccoli gesti, apparentemente innocui, che però segnano la distanza tra lo spettatore e l’inquilino del piccolo schermo. Perché finché ci sarà l’impressione che ciò che stai facendo è un ripiego, qualcosa di secondario o di meno importante, anche il responso del pubblico risulterà identico.
Detto questo, la performance della Blasi in questo “Gf” sembra migliore di tante altre e nemmeno il programma sta mostrando la sua versione peggiore. Peccato che sia tardi, forse troppo tardi per entrambi.