di
Fausta Chiesa

La lettera del commissario Ue all’Energia ai Paesi membri. Brent +59% dal 28 febbraio, è il rialzo mensile più alto di sempre. Il taglio delle accise finisce il 7 aprile, possibili nuovi aiuti nel Consiglio dei ministri venerdì

Si prefigura il rischio di una austerity sui carburanti, come aveva già ipotizzato l’Agenzia internazionale dell’energia con il decalogo pubblicato il 21 marzo. Oggi 31 marzo a lanciare il dado è stato il commissario europeo all’Energia Dan Jørgensen, che si è rivolto ai ministri Ue responsabili dell’Energia riuniti in videoconferenza per un Consiglio informale sul protrarsi della guerra in Medio Oriente. «La sicurezza degli approvvigionamenti dell’Unione europea resta garantita, ma dobbiamo essere pronti a una potenziale interruzione prolungata del commercio energetico internazionale», ha scritto nella lettera ai 27 ministri. Jørgensen ha invitato gli Stati membri a considerare una serie di misure per garantire la fornitura di petrolio e prodotti raffinati da attuare in stretto contatto con la Commissione, il gruppo di coordinamento del petrolio e la Task force dell’Unione Energetica. 

Bruxelles: limitare i voli, più smart working

Ma invita anche a «considerare la promozione di misure di risparmio sul lato domanda, con particolare attenzione al settore dei trasporti». Nella lettera, visionata dal media «Politico», Bruxelles suggerisce ai governi nazionali di valutare misure volontarie per limitare l’uso dei mezzi privati e dei voli aerei non necessari. «Anche se… domani tornasse la pace, non torneremo comunque alla normalità nel prossimo futuro», scrive nella lettera. Jorgensen ha esortato i Paesi membri a seguire le raccomandazioni dell’Aie, che prevedono «il lavoro da casa ove possibile, la riduzione dei limiti di velocità sulle autostrade di dieci chilometri all’ora, la promozione del trasporto pubblico, l’accesso alternato alle auto private, l’aumento del car sharing e l’adozione di pratiche di guida efficienti».



















































Brent, rialzo mensile record: +59% a marzo

Il monito è arrivato in un giorno in cui le quotazioni del Brent, il petrolio scambiato a Londra, è in rialzo di circa il 5% oltre 118 dollari al barile. Un rialzo che, calcolato dall’inizio della crisi in Medio Oriente, fa di marzo il mese in cui si è registrato il rialzo mensile più alto di sempre. Il prezzo del Brent è infatti salito del 59% dal 28 febbraio ossia da quando è iniziato il conflitto iraniano superando così il precedente record di aumento del 46% registrato nel settembre 1990 quando l’Iraq invase il Kuwait. 

APPROFONDISCI CON IL PODCAST

La dipendenza dal Golfo per il gasolio 

Il problema, oltre al prezzo del greggio, sono i prodotti petroliferi, cioè la benzina e soprattutto il gasolio per il nostro Paese. Attualmente – in base a dati Unem – il 57% del gasolio (3 milioni ditonnellate) e il 20% di jet fuel (500.000 tonnellate) importati dall’Italia transitano per Hormuz, mentre solo il 6% del petrolio (3,3 milioni ditonnellate) passa per lo Stretto perché gran parte del greggio saudita bypassa Hormuz via l’oleodotto East West crude oil pipeline. «In caso di chiusura totale prolungata dello Stretto di Hormuz – aveva commentato il presidente dell’Unem Gianni Murano nei primi giorni della guerra- verrebbe meno tra il 15 e il 20% dell’offerta globale di petrolio e ci sarebbe una corsa agli approvvigionamenti che spingerebbe i prezzi verso livelli difficili da immaginare».

Taglio delle accise fino al 7 aprile 

In questo scenario è in arrivo la fine del taglio delle accise di 25 centesimi al litro, in vigore fino al 7 aprile. Il governo è al lavoro e si prefigura la presentazione di un nuovo decreto sul prezzo dei carburanti che potrebbe essere approvato in Consiglio dei ministri venerdì 3 aprile, prima della pausa pasquale. Le eventuali prossime misure di aiuto sono legate, oltre alla evoluzione della situazione della crisi iraniana, alla questione delle risorse finanziarie disponibili. Non è detto che confermerà il taglio delle accise. Si potrebbero profilare altre misure, come il sostegno alle famiglie in difficoltà economica e per settori attualmente esclusi come agricoltura e trasporto a lungo raggio. 

Lo sciopero dei tir

Il 20 è in programma uno sciopero di cinque giorni dei tir proclamato da «Trasporto unito». Le associazioni di categoria parlano di “situazione ormai insostenibile” e di “assoluta emergenza”. I gestori delle pompe di distribuzione Faib Confesercenti e Fegica hanno presentato un esposto a Mister Prezzi, il Garante del ministero delle Imprese: accusano le compagnie energetiche di non aver ancora pubblicato sui loro siti i prezzi di vendita consigliati, come impone il decreto carburanti del 18 marzo. 

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31 marzo 2026 ( modifica il 31 marzo 2026 | 19:38)