Come racconta Luca Tommassini, direttore artistico del tour, un team multidisciplinare ha lavorato fianco a fianco per costruire qualcosa dalla potente forza visiva e narrativa, dall’impronta estremamente espressiva, oltre che capace di raccontare la storia di una donna che rappresenta la musica italiana e internazionale nel mondo. I costumi hanno avuto un ruolo fondamentale in tutto questo, non solo perché la moda è una passione di Laura Pausini, ma anche perché è un elemento cruciale per raccontare ciò che accade sul palco. Pausini confessa che questo è uno dei processi che le piace di più. In ogni progetto cerca sempre di coinvolgere i migliori stilisti, e ognuno per un motivo preciso.

Monica Serani, la sua stylist, conferma: «Laura ama la fase di ricerca creativa: questo continuo scambio è stato molto stimolante. Anche durante le prove generali abbiamo continuato a modificare, migliorare e completare i look. Nulla è definitivo fino all’ultimo momento: il vero banco di prova è vedere tutto sul palco, con la scenografia e lo spettacolo».

Per disegnare i costumi del tour, spiega Serani, sono partiti dall’idea della donna guerriera, «una figura forte che usa la sua voce per trasmettere messaggi universali, soprattutto quello della pace. Per questo, i look diventano quasi delle armature». Tuttavia, ci sono due momenti cruciali in cui l’artista lascia da parte l’armatura. Uno di questi è quando Laura Pausini esegue la canzone Hijo de la Luna di Mecano. Mentre interpreta il brano, si vede un’immagine di Laura mai vista prima. «Hijo de la luna è una canzone molto speciale per me. La ascoltavo tantissimo quando avevo 12 anni e dalla mia cameretta sognavo di fare la cantante. È stata una canzone molto importante in Italia… e pensare che ho scoperto che era spagnola quando ho iniziato a viaggiare in Spagna negli anni ’90! Ecco perché in questo tour la sua messa in scena ha un doppio significato: rappresentare una tragedia d’amore classica, ma anche simboleggiare ciò che questa canzone significa per me, vale a dire un ponte tra due culture, quella italiana e quella spagnola».

Per dare vita a uno degli abiti più speciali del tour, Pausini e il suo team sapevano che il miglior stilista possibile era Antonio Marras. «Dati i forti legami tra la cultura sarda e quella spagnola, per creare i costumi è stato naturale pensare ad Antonio Marras, che è nativo della Sardegna. Sottolineando il dialogo culturale che è al centro del progetto, il suo lavoro rappresenta perfettamente un ponte tra Italia e Spagna», afferma la stylist.

Laura Pausini

Cortesía Antonio Marras