L’Europa si conferma la regione più profittevole. Il pm chiede di archiviare le indagini sul presunto spionaggio industriale
Il gruppo Ferretti ha registrato nel 2025 ricavi per 1,2 miliardi (+5%) e un utile netto di 90,1 milioni (+2,2%): il board ha proposto così un dividendo in aumento di 0,11 euro per azione. In cassa a fine dell’anno il big della nautica – che annovera i marchi Riva, Wally, Ferretti Yachts, Pershing, Itama, Crn e Custom Line – aveva 111 milioni, rispetto ai 45,6 milioni contabilizzati nel 2024. La raccolta ordini – pari a 1,1 miliardi – è rimasta sostanzialmente in linea con l’esercizio precedente, nonostante la differenza nel segmento Super yachts (circa 66,1 milioni nel 2025 rispetto ai 294,9 milioni dell’anno precedente). Il net backlog (valore complessivo degli ordini in portafoglio di yacht non ancora consegnati, ndr) è aumentato a 828,6 milioni (+4,3%). L’Europa, con 576,0 milioni di raccolta ordini (+3%), si è confermata la regione più profittevole, totalizzando circa il 50,7% del totale. Il Middle East Africa, con 265,6 milioni di raccolta (il 29% del totale), si è collocato al secondo posto anche se ha sofferto della raccolta ordini dello scorso anno, che includeva tre Super yachts; solidi invece i risultati nei segmenti Made-to-Measure e Composite.
Il premio di Komàrek
Il cda dell’azienda di yacht, che ha come socio di riferimento la cinese Weichai, ha preso poi atto dell’aumento del corrispettivo offerto da Kkcg Maritime per l’opa sul 15,4% del capitale e ha esaminato il supplemento del documento d’offerta. Il board in tempi brevi procederà alla pubblicazione di un aggiornamento del comunicato dell’emittente. Nella serata di giovedì 26 marzo, il socio Karel Komàrek – cui fa capo Kkcg Maritime – ha infatti incrementato il prezzo dell’Opa parziale a 3,90 euro per azione (cum dividend) rispetto al precedente corrispettivo di 3,50 euro per azione (cum dividend). L’arrotondamento incorpora un premio del 35,1% rispetto al prezzo undisturbed dell’11 dicembre (precedente all’avvio degli acquisti dell’azionista cinese Weichai che detiene oggi il 39,5% dopo aver acquistato sul mercato il 2% del capitale da dicembre); e del 2,9% rispetto al prezzo di chiusura del 26 marzo. L’offerta della società di investimento ceca è ora per un massimo di 203,3 milioni di euro e valuta Ferretti circa 1,32 miliardi di euro. L’obiettivo del miliardario ceco è portare la propria partecipazione dal 14,5% al 29,9% del gruppo degli yacht.
Spionaggio aziendale: non ci sono prove
Altre novità sull’azionariato di Ferretti sono arrivate anche dalla Procura di Milano, che ha chiesto l’archiviazione delle indagini relative a presunte attività di spionaggio industriale in seno al gruppo. Il pubblico ministero ha concluso che non vi sono prove sufficienti per giustificare ulteriori indagini.
La richiesta è ora all’esame del giudice per le indagini preliminari – riporta Bloomberg -, il quale può accoglierla, ordinare ulteriori accertamenti o
richiedere che venga riformulata l’accusa. Il presunto caso di spionaggio ha pesato su Ferretti da quando la società ha dichiarato che erano stati trovati dispositivi di sorveglianza nei suoi uffici di Milano. Di conseguenza erano scaturite due denunce penali, tra cui una presentata nel maggio 2024 dal direttore esecutivo Xu Xinyu, dal segretario del consiglio di amministrazione e da un traduttore contro ignoti, e un’altra presentata da Ferretti nel gennaio 2025. Le indagini relative alle denunce sono state riunite in un unico procedimento.
31 marzo 2026
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