di
Mario Sensini

Il ministro: d’accordo con Lagarde su prudenza e responsabilità ma l’Europa ora si muova. Il nodo del deficit

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, torna a sollecitare con forza l’Unione Europea perché affronti il problema dei prezzi energetici. «Serve una risposta politica rapida, coordinata e proporzionata», ha detto ieri nel corso della riunione dei ministri delle Finanze e dell’Energia del G7 e dei governatori delle banche centrali. Per affrontare questa nuova crisi, molto seria, e che a Giorgetti ricorda quella del ‘22-’23 con la guerra in Ucraina, secondo il ministro i governi non possono muoversi da soli e in ordine sparso. A maggior ragione, rispetto alle richieste pressanti che arrivano dal mondo produttivo, occorre «responsabilità e prudenza». 

La questione è sovranazionale. «Sono d’accordo con la presidente della Bce, Christine Lagarde, dobbiamo trovare un giusto mix tra politica monetaria e politica di bilancio» precisa il ministro. La Bce potrebbe aumentare i tassi per contrastare i rischi di inflazione (a marzo al 2,7% in Germania), ma i governi dovranno fare la loro parte, perché l’economia, già in una fase non brillante in gran parte d’Europa, ha bisogno di sostegno. La Ue dovrà quanto meno chiarire le regole del gioco e possibilmente facilitare la disponibilità risorse. «Le misure di contrasto all’aumento dei prezzi dovranno essere mirate, temporanee e basate su un approccio condiviso, che tenga conto dell’impatto della crisi nei diversi paesi». 



















































L’Italia, «dove il 20% della manifattura — ricorda Giorgetti al G7 — è rappresentato da imprese energivore», è particolarmente esposta, e soprattutto ha un bilancio appesantito dal debito. Per questo Giorgetti si muove con i piedi di piombo. 

L’Italia è già sotto procedura Ue per il deficit eccessivo. Il dato definitivo del 2025, che il governo sperava sotto al 3% del pil, sarà comunicato dall’Istat a Eurostat solo il 22 aprile. Uscire dalla procedura significherebbe avere molti più margini di manovra, sia nell’immediato che in vista dell’ultima, decisiva legge di bilancio della legislatura. Il problema è che Giorgetti dovrà presentare al Parlamento e a Bruxelles il quadro dei conti, con il Documento di Finanza Pubblica, entro metà aprile. Dunque prima di conoscere quel numeretto decisivo, capace di condizionare le scelte di bilancio. L’incertezza è tale che Giorgetti si è spinto a menzionare le «circostanze eccezionali» previste dal Patto Ue per derogare alle regole sul deficit, come nel Covid. Le risorse disponibili, in questo quadro e con questo livello di coordinamento politico, sono per forza molto limitate, ripeterà Giorgetti domani alle imprese.

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31 marzo 2026 ( modifica il 31 marzo 2026 | 13:16)