Massaggio viso liftante come Sharon Stone: la gestualità (giusta) fa la differenza
Quella del Kyoto Kobido è un’antica tecnica giapponese di massaggio facciale che lavora in maniera ritmata, affidandosi a movimenti rapidi, precisi e intensi, quasi percussivi (da cui la nomea di “massaggio a schiaffi”. In realtà sono movimenti calibrati con estrema precisione, al preciso scopo di stimolare la microcircolazione, tonificare i tessuti e riattivare la luminosità naturale dell’incarnato. Insomma, Sharon Stone ha scelto bene. Come sottolinea la facialist e biologa Joanna Hakimova, founder di Natural BioLifting a Milano, «il lifting viso manuale viene spesso sminuito e considerato di serie B rispetto a punturine e macchinari, ma la verità è che, se ci si affida a professionisti qualificati e lo si pratica a cadenza regolare, questo tipo di protocollo regala tangibili effetti anti gravità al viso. Il punto chiave, poco raccontato, è che queste tecniche non lavorano solo in superficie: le manovre rapide e ritmate agiscono anche sui muscoli mimici profondi, spesso contratti o “addormentati”, migliorando tono e simmetria del viso. Si parla, non a caso, di scultura del viso. Inoltre, la stimolazione meccanica favorisce il drenaggio linfatico, contribuendo a ridurre gonfiori e ristagni (il volto sgonfio è uno degli effetti più immediati e visibili già dopo la prima seduta). Non meno importante è l’impatto positivo sulla qualità della pelle: aumentando l’ossigenazione dei tessuti, si ottiene un effetto glowy skin, specie se al massaggio liftante segue l’applicazione di maschere ossigenanti».