di
Enrica Roddolo

Buckingham Palace annuncia la visita del sovrano britannico Oltreoceano, in coincidenza con i 250 anni dall’indipendenza Usa

Re Carlo sarà accolto a fine aprile dal presidente americano Donald Trump in visita di Stato. Come On Royalty aveva anticipato giorni fa. Adesso c’è la comunicazione ufficiale di Buckingham Palace: «Su consiglio del governo di Sua Maestà e su invito del presidente degli Stati Uniti, il re e la regina faranno una visita ufficiale negli Stati Uniti d’America». 

E come atteso, «il programma celebrerà le storiche connessioni e le moderne relazioni bilaterali tra UK e Usa, celebrando i 250 anni dell’indipendenza americana». E a fine aprile, quando il sovrano britannico dovrebbe arrivare negli Usa per una storica visita – visto che cade nell’anno del quarto di millennio dall’indipendenza americana che i coloni dichiararono da un altro re britannico, Giorgio III – a Carlo sarà riservato l’onore più alto. Parlare al Congresso. Prima di lui la regina Elisabetta nel 1991 aveva avuto lo stesso privilegio. 



















































Nel terremoto geopolitico degli ultimi mesi che ha creato non poche frizioni anche nei rapporti tra Washington e Londra, la visita di Stato di re Carlo è stata messa in discussione. Anche dall’ex ambasciatore a Washington Sir Peter Westmacott, ma proprio perché il soft power dei Royals con l’amministrazione Trump sembra avere un grande ascendente, tutto procederà come nei piani e dal 27 al 29 aprile Carlo e Camilla dovrebbero atterrare su suolo americano. 

E come dimenticare che il banchetto di Stato al castello di Windsor, nel settembre scorso, aiutò a riportare la distensione tra il governo laburista britannico e Donald Trump. Un lavoro di ricucitura legato al «miracolo diplomatico» della lettera del re sfoderata da Sir Keir Starmer al suo incontro mesi prima alla Casa Bianca con il presidente americano, con la quale invitava ufficialmente Trump per una seconda visita di Stato a Londra. 

Adesso – dopo le stoccate di Trump all’indirizzo di Starmer l’indomani degli attacchi sull’Iran – serve più che mai una nuova ricucitura. Perché Trump non ha risparmiato velenose stoccate all’indirizzo dell’inquilino del numero 10 di Downing Street «non certo Winston Churchill», a dire del presidente Usa (che prima non aveva digerito la scelta di Lord Mandelson come ambasciatore a Washington) e poi non ha apprezzato la cautela britannica nell’attacco all’Iran. Certo, la visita di Stato del sovrano britannico Oltreoceano, a primavera, in restituzione di quella di Trump a settembre, assegna al re una missione degna di Tom Cruise. In aiuto verrà il fatto che Trump è sempre stato un grande ammiratore della regina Elisabetta al cui Giubileo di platino arrivò dagli Usa. 

E c’è una curiosità che si può notare osservando attentamente la foto scelta da Carlo e Camilla per annunciare oggi pomeriggio la visita negli Usa. E’ la stessa fotografia scattata esattamente un anno fa ad aprile quando atterrarono a Roma per la visita di Stato in Italia. Ed è la foto che Carlo e Camilla avevano fortemente voluto nel magnifico parco dell’ambasciata britannica Villa Wolkonsky, per celebrare i 20 anni dal loro matrimonio. 

La foto è stata opera di Chris Jackson, autore degli scatti  che i reali in visita di Stato in Italia nell’aprile scorso avevano voluto proprio nel giardino della villa per festeggiare l’anniversario. Un’altra foto realizzata quel giorno era stata scelta a dicembre scorso per gli auguri di Natale dei Windsor. Una conferma dell’ottimo ricordo lasciato dall’incontro al Quirinale e poi dalla visita al Colosseo, un anno fa esatto. 

Negli Usa re Carlo si fermerà solo tre giorni. La metà del viaggio di Elisabetta che viaggiò negli Usa per i due secoli dall’indipendenza americana nel 1976 e vi restò sei giorni. Da indiscrezioni, Casa Bianca e Buckingham Palace starebbero lavorando su un programma che dovrebbe prevedere una tappa a Washington dove Donald Trump riceverà il sovrano britannico il 28 aprile con un banchetto di Stato, e poi una visita a New York, più una terza tappa ancora in definizione sempre sulla costa Est. Anche perché a Ovest, in California abita da sei anni il principe Harry con la moglie Meghan e nessuno a corte come alla Casa Bianca vuole offuscare la visita di Stato del sovrano britannico con l’attualità e le vicende dei duchi di Sussex. 

Sullo sfondo le ultime vicende che coinvolgono l’ex principe Andrea, con gli Epstein Files che rimbalzano, fragorosamente, da un capo all’altro dell’oceano. Si concretizza così il disegno di un viaggio americano di primavera per re Carlo e la regina Camilla anticipato dopo la visita nel Regno Unito di Trump nel settembre scorso. Trump vorrebbe restituire la magia provata nella St George’s all di Windsor dove per la coppia presidenziale, la Royal family britannica riservò un’accoglienza davvero «regale». Ma l’inquilino della Casa Bianca molto difficilmente potrà accogliere re Carlo nella nuova Ballroom che sta costruendo nel palazzo presidenziale. Anche se è certo che l’ispirazione per una sala da ballo, l’abbia presa proprio da Buckingham Palace e dalla tradizione dei grandi ricevimenti a corte. Una tradizione iniziata a Londra nell’Ottocento con la regina Vittoria che pretese per Buckingham Palace una «Ballroom per intrattenere degnamente gli ospiti». 

Poi sarà la volta del principe William e chissà anche della principessa del Galles con la famiglia? Perché a luglio gli Usa ospiteranno la World Cup di calcio e William è presidente della Football association britannica. Insomma, anche se la visita americana di Carlo sarà breve, rispetto al viaggio americano di Elisabetta negli anni ’70 di sei giorni da Philadelphia la culla d’America a New York, New Haven, Charlottesville e Boston, a completare l’opera di moral suasion dei Windsor arriverà di rinforzo pure l’amatissimo principe William. Beniamino in patria e anche Oltreoceano grazie al ricordo della principessa Diana, Lady D.

31 marzo 2026 ( modifica il 31 marzo 2026 | 18:52)