Nella notte tra l’uno e il 2 aprile la prima finestra di lancio. A bordo (prima volta) una donna: «L’addestramento ci ha uniti»
È arrivato il grande giorno lungamente atteso e nella notte tra mercoledì primo aprile e giovedì 2 aprile, salvo sorprese tecniche, quattro astronauti riprenderanno la strada verso la Luna abbandonata nel dicembre 1972 quando l’ultimo equipaggio dell’Apollo 17 tornò a casa.
È occorso oltre mezzo secolo e la nuova sfida con la Cina per riaccendere la corsa alla Luna, ma ora per rimanerci costruendo delle colonie. I protagonisti della missione Artemis II — che loro stessi hanno definito un’avventura «epica» — sono stati scelti nel marzo di tre anni fa: ci saranno Christina Kock e Victor Glover, la prima donna e il primo uomo di colore ad avvicinarsi al nostro satellite naturale. Al comando della spedizione c’è Reid Wiseman (50 anni) ingegnere informatico e pilota collaudatore della Marina, veterano dello spazio, mentre Jeremy Hansen (50 anni), canadese, è l’unico a non aver mai volato in orbita. Tutti hanno una famiglia che li aspetta, ma Wiseman guarda lontano: «Vogliamo vedere gli esseri umani su Marte», ha detto nell’ultima conferenza stampa prima di chiudersi nella quarantena. Aggiungendo parole realistiche: «Dobbiamo essere onesti. L’esito più probabile, come penso, è che andrà tutto bene e ce la faremo a tornare, ma non l’unico: dobbiamo prepararci anche a questo. Ne ho parlato chiaramente con i miei figli».
Christina Kock (47 anni), fisico e ingegnere, è la signora spaziale dei record avendo compiuto la missione più lunga di una donna (328 giorni) e poi le prime passeggiate al di fuori della stazione spaziale di sole donne. «L’addestramento insieme ci ha fatto conoscere e ci ha uniti — dice —. Le giornate sono state così dense di impegni che spesso ho mangiato in ascensore. Mio marito era contento della designazione, ma quando l’ho portato a vedere il razzo alto oltre cento metri con cui partiremo è diventato subito serio». Glover (50 anni) è il pilota di Orion e con molta serietà precisa: «Cerco di non emozionarmi nelle operazioni perché potrebbe diventare una distrazione pericolosa».
«Da quando ero piccolo sono estasiato nel guardare la Luna: la vedo come un legame con la nostra civiltà sulla Terra», confessa il comandante Wiseman. Christina Koch ricorda quando suo padre gli raccontava di sua madre osservando la Luna. «Ronnie — diceva a suo figlio — non ci arriveremo mai. E invece ora, sua nipote sta partendo proprio per andare lassù». Christina (che terrà con sé alcuni biglietti scritti a mano dai suoi cari) aveva aggiunto il nome Integrity all’elenco delle proposte, poi scelto per la capsula nell’attuale missione.
Il viaggio verso Selene durerà 10 giorni e la mascotte Rise, un peluche concepito per ricordare Earthrise, la Terra vista dagli astronauti nella prima circumnavigazione lunare del 1968, terrà compagnia. Nei mesi scorsi erano state sollevate da alcuni esperti critiche per l’uso senza modifiche dello scudo che deve proteggere la capsula al rientro e risultato danneggiato nel primo collaudo senza equipaggio del 2022. «Abbiamo assunto dei rischi calcolati», ha precisato Hansen che ama parlare della sua esperienza in una caverna in Sardegna per addestrarsi all’isolamento.
L’agenzia spaziale europea Esa ha fornito il modulo di servizio dell’astronave Orion con i motori e gli impianti necessari per far vivere gli astronauti. Una sua parte è stata realizzata in Italia da ThalesAleniaSpace attraverso un accordo con l’agenzia spaziale italiana Asi. Gli astronauti piloteranno direttamente l’astronave per verificarne l’efficienza e poi si inseriranno su una traiettoria che li porterà a vedere la Terra dal punto più lontano oltre la Luna mai raggiunto. Allora i computer dirigeranno la prua verso casa preparando l’ammaraggio nell’Oceano Pacifico.
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31 marzo 2026 ( modifica il 31 marzo 2026 | 10:41)
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