di
Emanuele Buzzi e Giuseppe Guastella

Il leader del M5S replica con una lettera alla notizia pubblicata da Libero. Zampolli: «Giuseppe è un amico, mio e del presidente; non lo vedevo da tempo, l’ho solo salutato. E abbiamo mangiato molto bene»

Un incontro, avvenuto in un luogo pubblico – ma di certo non «in agenda» – ha scatenato una bufera politica su Giuseppe Conte. Il leader dei 5 Stelle – come ha rivelato il quotidiano «Libero» oggi – si è incontrato ieri con Paolo Zampolli, amico di Donald Trump

Un incontro che Zampolli – al Corriere – conferma: «Giuseppe è un amico. È anche un amico del Presidente Trump, tanto che lo chiama Giuseppi. Non lo vedevo da tempo, mi sono incontrato con lui per salutarlo», dice. E continua: «Abbiamo anche mangiato molto bene, anzi consiglio questo ristorante di pesce, è ottimo. Abbiamo fatto una chiacchierata come fanno gli amici». 



















































Il leader dei 5 Stelle, con un post sui social, ha attaccato quelle che definisce «illazioni e fantasmagoriche teorie» sull’incontro con quello che chiama «l’inviato speciale del presidente Trump». L’ex premier si lamenta per le «offensive accuse e scorrette insinuazioni» che a suo giudizio sono state pubblicate. E risponde con una lettera, che pubblica integralmente. 

«Gentile Direttore, ha voluto dedicare un suo editoriale all’incontro che ho avuto con il sig. Paolo Zampolli. Mi permetta di informare i suoi lettori, che saranno rimasti confusi – scrive Conte – dalle sue offensive accuse e scorrette insinuazioni, che l’incontro non ha avuto nessuna aura di segretezza. È avvenuto su precisa richiesta del sig. Zampolli, avanzata con lettera formale nella quale ha esibito le sue credenziali di ‘Special Envoy of the President Trump for Global Partnerships‘. Quale leader di un partito di opposizione ho ritenuto di accettare l’invito a questo incontro e non avendo segreti di sorta ho preferito io stesso che avvenisse in un luogo pubblico, in un ristorante del centro di Roma».

«Al ristorante – continua il leader del M5S nella missiva indirizzata al direttore di Libero – era presente un suo giornalista. Mi spiace, non l’ho riconosciuto altrimenti l’avrei educatamente salutato. Quanto al merito dell’incontro non so se il suo giornalista ha potuto ascoltare sprazzi della nostra conversazione. Se lo avesse fatto lui si sarebbe fatto una cultura sulla legalità internazionale e lei si sarebbe risparmiato di scrivere sciocchezze. Anche al sig. Zampolli ho esposto le mie posizioni e del M5S in politica estera. Quindi nessun cambiamento di posizione. Anzi. Massima chiarezza: ho incaricato il sig. Zampolli di riferire al presidente Trump da parte mia che considero questi attacchi all’Iran completamente contrari al diritto internazionale, per cui vanno fermamente condannati e – per quanto sta in me – non potranno mai avere il sostegno dell’Italia. Ho detto che mi batterò perché le nostre basi non siano messe a disposizione non solo dei bombardieri americani di passaggio ma anche per qualsiasi attività logistica di sostegno a questi attacchi illegali. Se preferisce avere qualche dettaglio in più le aggiungo che gli ho esposto la mia convinzione che questa guerra vada immediatamente terminata, anche perché costituisce un completo fallimento in quanto non c’è alcun chiaro obiettivo che possa essere raggiunto».

«Ho anche precisato – si legge ancora – che è folle che gli Stati Uniti si lascino trascinare dal governo di Netanyahu e ho aggiunto che il presidente Trump continuando in questo modo riuscirà ad avere tutta la comunità internazionale contro e a distruggere qualsiasi principio di ordine internazionale. Le bastano queste precisazioni? Se lei e i trombettieri come lei, anziché incensare la presidente Meloni e sproloquiare per quattro anni sulla presunta centralità dell’Italia, aveste avuto la schiena dritta criticando tutte le insostenibili posizioni assunte dalla presidente Meloni, dal genocidio a Gaza all’attacco al Venezuela, all’Iran, all’acquiescenza sui dazi, forse chissà – conclude Conte – il governo italiano in tutti i tavoli internazionali (G7, G20, Ue) avrebbe potuto contribuire a ben altre posizioni che certo non avrebbero incoraggiato Trump a proseguire nei suoi errori».

Libero ha posto risalto nelle sue pagine alle mosse del Movimento “La politica dei Cinque Stelle si svolge su piani paralleli – scrive il quotidiano -. Una è quella pubblica, che tutti possono vedere. I loro capigruppo nelle Commissioni Difesa di Senato e Camera attaccano il presidente americano”, 

“Nell’upside down di un ristorante romano, però, succede qualcosa di molto diverso – si legge ancora- . Forchetta e coltello in mano, fuori dalla pubblica arena, Conte spiega all’uomo di Trump la situazione italiana e il percorso che dovrebbe farlo prima candidato premier del campo largo e quindi capo del prossimo governo. Come si confà a chiunque abbia certe ambizioni: già introdotto agli arcana imperii, Conte sa che senza essersi accreditati presso chi comanda a Washington si va poco lontano”.

La vicenda ha avuto ovviamente eco politica. Il capogruppo di FdI, Galeazzo Bignami, in Aula fa espresso riferimento all’ex premier e allude a “cosa faceva ieri a pranzo con l’emissario di Trump a Roma, chiuso come al suo solito in una stanza , a parlare di vicende esattamente opposte rispetto a quelle che poi quando va in piazza con i propal, con gli antagonisti, con chi prende a martellate questo e quell’altro, dice no all’America, no agli Stati Uniti, no a Trump e poi ci va a pranzo”. “È l’ennesima dimostrazione del doppio standard del Movimento 5 Stelle”, attacca il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Paolo Barelli. E Conte a sua volta replica: “Posso rassicurare Bignami e tutto il cucuzzaro che ho detto né più né ne meno quello che ho sempre detto pubblicamente. Ho detto di riferire al presidente Trump che riteniamo completamente illegale l’azione condotta in Venezuela e gli attacchi militari in Iran”. Per quanto riguarda Sigonella, “ho detto ieri mattina” e “l’ho ripetuto a lui che per me nessuna base deve essere mai fornita, ma non perché non eravamo stati avvisati di bombardieri in volo che volevano atterrare e rifornirsi a Sigonella. Ma noi non dobbiamo neppure consentire» l’accesso alle «nostre basi, come sta facendo la Spagna, neppure per un supporto logistico”, ha concluso.

1 aprile 2026 ( modifica il 1 aprile 2026 | 15:43)