Condividi
Diciamocelo apertamente: hanno un po’ annoiato. Se scorrendo le classifiche avete la sensazione che la musica italiana stia diventando un enorme, infinito biglietto d’auguri per la festa della mamma, non siete soli. Da Blanco (con la corsa verso la mamma a Sanremo e ora il nuovo disco dal titolo ‘Ma’), a Samurai Jay e Sayf che le hanno invitate sul palco dell’Ariston: la lista dei cantanti ‘mammoni’ si sta allungando. Legittimo, ognuno è libero di fare quello che vuole. E d’altronde ‘la mamma è sempre la mamma’, nessuno vuole mancarle di rispetto.
Ma il dubbio può sorgere spontaneo: sono diventati tutti mammoni o, forse, c’è una nuova strategia dietro? Visto che i ‘brutti e cattivi’ non funzionano più, si ripiega su un mood più tenero che strizza l’occhio alle mamme, alle zie, alle nonne (la metamorfosi di Achille Lauro ne è un esempio lampante). In questo modo il confine tra cuore e cliché si fa sempre più sottile e il sospetto è che questo trend stia diventando la zona di comfort più banale della discografia attuale.
Blanco mammone nel nuovo disco dal titolo ‘Ma’
In principio fu Blanco. È il 2022, il talentuoso cantautore gareggia al Festival di Sanremo (insieme a Mahmood) e porta il brano ‘Brividi’. Una canzone che rimarrà nella storia della kermesse, trionfando e arrivando poi sesta all’Eurovision Song Contest. Torniamo a Sanremo. Amadeus dopo la vittoria, consegna loro il premio e subito Blanco dice: “Un abbraccio a mamma, dov’è mamma? Mia mamma è qui nella platea”. Mahmood gli fa eco: “Anch’io voglio salutare la mia mamma”. Blanco parte e corre verso la platea per andarla ad abbracciare. Non solo. Lei lo difende anche dopo il ‘caso’ delle rose prese a calci: “È sempre un ragazzo di 20 anni che, come tutti, ha le sue pecche ma arrivare a questo vuol dire distruggere una persona psicologicamente. Siamo arrivati all’estremo”, la giustificazione della mamma.
Cover nuovo album Blanco dal titolo Ma’. Il talentuoso cantuatore dedica alla mamma l’intero progetto discografico. Il disco esce il 3 aprile.
Ora, a distanza di 4 anni, il cantautore bresciano le dedica un album intero. Si intitola ‘Ma’, esce il 3 aprile (e sarà seguito da un tour nei palazzetti italiani). Intervistato da RTL 102.5, Blanco ha dichiarato: “Lei è l’unica donna della mia vita”. A lei ha dedicato la copertina, con una tenera foto di loro due che si abbracciano: “Lì avevo 7 o 8 anni – ha spiegato Blanco -. Non le ho neanche chiesto l’autorizzazione per metterla in copertina, pensa se mi denuncia (ride, ndr)”. Con i suoi genitori ha sempre avuto un rapporto speciale: “Quando è scoppiato tutto, sono stati i miei genitori a dirmi: siamo orgogliosi di te perché non ci credeva nessuno, ci credevi solo tu”, aveva raccontato qualche anno fa. Il loro rapporto, sincero e forte, continua nel tempo e permea anche la sua musica. Tanto.
Gli altri ‘mammoni’: Samurai Jay, Sayf, Ghali, Il Tre
Samurai Jay e Sayf, i mammoni di Sanremo 2026. Gennaro Amatore – in arte Samurai Jay – nato a Mugnano di Napoli nel 1998: rapper e cantautore. Molto legato alla mamma. Lo stesso vale per Sayf (il nome completo è Adam Sayf Viacava, di Genova). Lui è del ’99 e, proprio come il collega, ha un forte legame con la mamma. Entrambi lo hanno palesato al Festival di Sanremo 2026. Durante la serata finale (28 febbraio 2026) il cantante di ‘Ossessione’ ha terminato la sua esibizione andando a prendere la mamma dalla platea e portandola sul palco. La signora, emozionata, è scoppiata a piangere. “Non pianga, questa è una festa”, le parole di Carlo Conti, conduttore e direttore artistico della kermesse, mentre le porgeva un mazzo di fiori.
Discorso analogo per Sayf. Stessa serata finale, Sayf canta la sua “Tu mi piaci tanto” (nel testo anche un verso che recita: Figli di nostra madre / Vogliamo solo amare). A un certo punto Sayf scende in platea, prende la mamma per la mano e la porta sul palco. Lui ha la voce rotta dall’emozione. La accompagna sul palco, sono mano nella mano. Si abbracciano commossi. E un ‘che palle’ penso sia scappato a molti.
Sayf e la mamma al photocall di Sanremo 2026 (foto da La Presse). Li unisce un rapporto davvero speciale.
Era accaduto più volte anche nel passato recente. Altri esempi. Il Tre che a Sanremo andò a baciare la mamma: “Sei bella come il sole”, ma anche Ghali con “Mamma ti amo”. E numerosi testi di cantautori ‘duri e crudi’. Quasi sempre accade con rapper o trapper. Come a evidenziare il contrasto tra look più o meno trasgressivi, testi più o meno forti e poi quel cuore di panna. Simba La Rue – rapper tunisino naturalizzato italiano, amatissimo dai giovani, di lui si è parlato anche per problemi legali e di dipendenze – in ‘Dettaglio’ canta “La miseria non mi manca, mi manca casa e il profumo di mia mamma […]. Compro borse di marca solo per mia mamma. Non smetterò mai di ringraziarla. Nonostante l’infanzia ora veste di marca, niente più le manca”. Pensiamo anche ad Achille Lauro e alla canzone dedicata alla mamma “Cristina”.
Nessuno osa mettere in dubbio l’amore profondo che può legare questi cantautori alle loro mamme. Spesso figli che, tra l’altro, arrivano da situazioni difficili e di contrasto con le figure paterne (quando ci sono state). Oppure semplicemente – nelle migliori delle ipotesi – di riconoscenza. Come ogni figlio – si spera – che, in fondo, sa che se è lì, sul palco dell’Ariston, lo deve anche ai genitori (o solo a uno di loro) che hanno creduto in lui. Che magari hanno fatto sacrifici per fargli raggiungere quegli obiettivi che sembravano così lontani.
Tutto legittimo, tutto anche emotivamente tenero. Ma forse meglio se in maniera più riservata, meno plateale. Anche perché aleggia sempre un certo sospetto – malizioso, me ne rendo conto – per il quale ci si domanda se questa grande celebrazione della mamma, in diretta con milioni e milioni di telespettatori, durante una gara canora, non sia anche una scorciatoia emotiva. Ma soprattutto, come in ogni cosa, il troppo stroppia.
Blanco annuncia il nuovo atteso album dal titolo Ma’. Esce il 3 aprile, poi parte il tour