Siamo abituati a scrivere di case occupate illegalmente mentre i regolari assegnatari sono a fare la spesa, o all’ospedale. Ma che un appartamento privato venga trasformato in alloggio popolare, tramite finti bandi comunali, e addirittura con la contemporanea registrazione di un finto contratto di locazione intestato ai legittimi proprietari, ci suona sinceramente incredibile. Eppure, dal racconto della diretta interessata, è andata proprio così. 

La storia arriva da Roma sud, zona Acqua Acetosa Ostiense. Alessandra Ciavarrella vive ed è proprietaria di un appartamento dal lontano 1990. A gennaio 2026, mentre si trova in compagnia dell’ex marito Pietro Maglie, sente strani rumori al piano di sotto: “Abbiamo trovato una persona, insieme a due fabbri, che cercava di entrare in un appartamento”. 

La truffa del finto bando comunale

Da lì inizia l’incubo. Come raccontano i due in trasmissione a “i Fatti Vostri” su Rai 2 il 31 marzo, la persona che traffica con la serratura del vicino si rende conto di aver fatto un errore: “Aveva dei fogli, li ha controllati e ha capito che l’interno era un altro: il nostro”. L’intento era entrare in casa con l’aiuto di due fabbri e poi cambiare la serratura. Il motivo? “Sosteneva di aver vinto un bando comunale per l’assegnazione di una casa, a fine 2025. Ma quella è casa mia, sono la proprietaria” prosegue Ciavarrella, che ha raccontato l’incredibile storia anche al nostro giornale. 

La registrazione di un finto contratto di locazione

Insomma, di ora in ora e di giorno in giorno la situazione si fa sempre più surreale. Colui che, lo scorso gennaio, pretendeva di entrare in casa di Alessandra, è un giovane del 2002, di nome Fabio, residente in via Modesta Valenti quindi ufficialmente un senza fissa dimora. Oltre a millantare la vittoria di un bando comunale, in seguito al quale incredibilmente nessun ufficio ha pensato di consegnargli le chiavi del suo nuovo alloggio, ha pensato bene di registrare all’Agenzia delle Entrate un contratto di subaffitto a nome dell’ex marito di Alessandra, Pietro Maglie: “Lo ha fatto telematicamente – continua la signora Ciavarrella – quindi non gli sono stati chiesti documenti di alcun tipo. Quando siamo andati a chiedere spiegazioni, l’Agenzia ci ha detto che quando si fa online è così, solo in presenza viene chiesta la copia del contratto”. 

Come vengono assegnate (veramente) le case popolari

Prima di proseguire, chiariamo alcuni aspetti fondamentali: non esiste attualmente alcun bando attivo da parte di Roma Capitale che assegni case popolari o a contratti agevolati a parte quello del 2012, con graduatoria ancora in corso di aggiornamento. Ma quel bando non si “vince”, e sicuramente non succede che il Comune indichi un alloggio regolarmente registrato come di proprietà altrui. E sicuramente, al momento dell’assegnazione ufficiale, gli uffici del Patrimonio convocano la famiglia per la consegna delle chiavi. Non bisogna certo presentarsi con un fabbro, al quale – riferisce Alessandra Ciavarrella – il giovane senza dimora aveva raccontato di aver perso le sue. 

“Voglio 2mila euro al mese”

Ora, la storia prosegue e sembra sempre di più uno scherzo. Perché questo 24enne (che l’inviato di Rai 2, Filippo Lippolis, era riuscito a intercettare senza ottenere molte informazioni), come abbiamo detto riesce a registrare un contratto di locazione di quattro anni a 2mila euro l’anno (cifra particolare, poco più di 166 euro al mese) intestato a Pietro Maglie, l’ex coniuge della proprietaria di casa. Praticamente, pur non essendone l’assegnatario e non essendo neanche riuscito a entrarci, l’uomo “concede” ai due di restare in casa, in cambio di un canone: “In seguito ci ha anche detto di essersi sbagliato, vuole 2mila euro al mese, non all’anno” ci specifica Alessandra. Una cifra mostruosa, considerata la zona non proprio centrale. 

Il paradosso dell’Agenzia delle Entrate

Ora chi legge dirà: “La proprietaria sarà andata all’Agenzia delle Entrate, avrà fatto cancellare il contratto e tutto si sarà risolto”. Giusto pensarlo. E invece no. O meglio, non è così semplice: “L’Agenzia, dietro pagamento, elimina il contratto registrato telematicamente – spiega Alessandra -, ma se la stessa persona che ha fatto il primo invio, poi lo ripete, il contratto viene nuovamente depositato”. In effetti, come spiega la stessa Agenzia sul proprio sito, quando si registra un contratto via web non si ha necessità di allegare la copia se si tratta di una locazione di tipo abitativo, se è stipulato tra persone fisiche, se il numero di locatori e conduttori non è superiore a tre e se si tratta di una sola unità abitativa con non oltre tre pertinenze. 

Oltre al danno, la beffa

Quindi il rischio di pagare inutilmente i 67 euro richiesti per la cancellazione è concreto. E così dal 25 febbraio risulta depositato un contratto di locazione intestato a Pietro Maglie, che adesso si ritrova anche una diffida di pagamento, nella quale c’è scritto che entro il 25 marzo avrebbe dovuto pagare i primi 2mila euro. Oltre al danno, quindi, anche la beffa di essere considerato un moroso.

diffida pagamento pietro maglieLa diffida di pagamento inviata dal 24enne senza dimora a Pietro Maglie, ex marito della proprietaria“Abbiamo fatto denuncia ai carabinieri”

Nel frattempo il fantasioso 24enne ha anche tentato di spostare la sua residenza nell’appartamento di Alessandra, senza riuscirci. Tra gennaio e febbraio 2026 ha scambiato alcune comunicazioni con una ufficiale d’anagrafe del Comune, vedendosi respinta la richiesta per mancanza di documenti e per la presenza di una denuncia, da parte di Ciavarrella, per tentata occupazione abusiva: “Al momento abbiamo denunciato tutto ai carabinieri, vediamo cosa succede. Sembra di stare su scherzi a parte, ma purtroppo non è così”.