Nella nuova fase del conflitto tra Stati Uniti e Iran, a colpire non è solo l’intensità delle operazioni militari, ma anche il ritorno in prima linea di un simbolo della Guerra Fredda: il bombardiere Boeing B-52 Stratofortress. Progettato negli anni ’50 ed entrato in servizio nel 1955, questo velivolo ha oltre settant’anni di storia alle spalle. Eppure, oggi viene impiegato in missioni dirette sopra il territorio iraniano. Secondo fonti militari statunitensi, l’utilizzo di un aereo così datato è reso possibile dal progressivo indebolimento delle difese aeree iraniane. In altre parole, il cielo sopra l’Iran è diventato abbastanza sicuro da permettere l’impiego di piattaforme che, in un contesto più conteso, sarebbero considerate troppo vulnerabili.

  Cos’è il B-52 Stratofortress

Il Boeing B-52 Stratofortress non è un velivolo “invisibile” come i moderni bombardieri stealth, né è progettato per penetrare sistemi avanzati di difesa. È grande, relativamente lento e facilmente individuabile dai radar. In teoria, rappresenta tutto ciò che la guerra aerea contemporanea cerca di evitare. Nonostante ciò, però, gli Usa hanno deciso di continuarlo ad usare. C’è da dire che nel corso dei decenni gli Stati Uniti lo hanno aggiornato con nuovi sistemi elettronici, armamenti di precisione e capacità di lancio a lungo raggio. Ma la struttura di base resta quella di metà Novecento: un aereo progettato in un’epoca in cui la deterrenza nucleare era la priorità assoluta.

La strategia degli Usa

Secondo il Business Insider, l’utilizzo di questi bombardieri non è solo una scelta tecnica, ma anche un segnale strategico. Se un aereo degli anni ’50 può sorvolare direttamente un Paese ostile, significa che le difese avversarie sono state in larga parte neutralizzate. In questo senso, il ritorno del B-52 nei cieli di guerra diventa una misura indiretta della superiorità aerea americana. Inoltre, la longevità del velivolo dimostra la capacità degli Stati Uniti di mantenere in servizio piattaforme estremamente datate, adattandole a scenari moderni. Un approccio che consente di affiancare mezzi di ultima generazione a risorse già ammortizzate e ancora efficaci.

L’annuncio di Dan Caine

Ad annunciare l’utilizzo dei bombardieri B-52 sopra l’Iran è stato il capo dello stato maggiore congiunto Usa Dan Caine in un briefing pubblico al Pentagono. «Negli ultimi 30 giorni abbiamo colpito oltre 11.000 obiettivi. Con una crescente superiorità aerea, abbiamo anche lanciato le prime missioni dei B-52 su terraferma», ha detto Caine. L’esercito americano rimane concentrato su «interdizione e distruzione delle catene logistiche e di approvvigionamento che alimentano» i programmi missilistici, di droni e di costruzione navale dell’Iran, ha aggiunto. 

 


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