Una giornata speciale per gli appassionati di tennis trevigiani e i tanti giovanissimi giocatori e giocatrici in erba che oggi pomeriggio, 1 aprile, hanno potuto incontrare, allo Sporting Life Center di Vacil di Breda, la giocatrice numero uno del movimento femminile italiano, Jasmine Paolini. Per lei, arrivata intorno alle 15, un breve shooting fotografico per lo sponsor Dolomia, organizzatore dell’evento, una fugace conferenza stampa e poi subito in campo a palleggiare con alcuni dei tanti ragazzi che frequentano uno dei principali circoli trevigiani, in un clima di festa e sorrisi, come quello splendente di Jas. Il movimento della racchetta italiana sta vivendo la sua golden age e proprio il lavoro dei circoli per scovare giovani talenti è stato fondamentale per far decollare a livello mondiale i nostri atleti. «Frequentare un ambiente di circolo, personalmente per me è stata un’esperienza super positiva: tanta attività fisica, tante amicizie. Quindi ricordo quel momento, l’ho vissuto veramente con tanta gioia, non vedevo l’ora di andare a giocare a tennis» ha spiegato ai giornalisti «Secondo me è fondamentale, mi sembra insomma che qua ci sia, per quel poco che ho visto, una bellissima atmosfera. Credo che sia fondamentale anche per poi continuare a giocare. Quindi questo fondamentalmente è il motivo principale: è proprio quello che racchiude però l’essenza di fare sport, cioè ti deve piacere, ci devi andare volentieri, ti devi trovare bene con i compagni, con l’allenatore».

Jasmine Paolini in conferenza stampa

Il primo bilancio della stagione? 

«E’ stata un po’ alti e bassi. Ovviamente nelle ultime settimane sono andata molto meglio e l’obiettivo è quello di mantenere un livello alto il più a lungo possibile. Ovviamente non è facile a questo livello essere consistenti tutte le settimane e speriamo di poterlo fare e che nella seconda parte comunque ci sia un pochino più di continuità. Ora ci alleneremo sulla terra, quindi inizia una stagione totalmente diversa». 

Continuerai a giocare anche il doppio? 

«Il singolo è sempre stato la priorità, quindi solo il doppio non è mai stata un’opzione. Ovviamente il singolo è la priorità, il doppio mi fa piacere giocarlo, mi diverte e quindi alcuni tornei sicuramente continuerò a giocarlo, però la mia priorità ovviamente è sempre stata il singolo».

Jasmine Paolini con il sindaco di Breda, Cristiano Mosole

Come si rimane in equilibro fisico e psicologico tra alti e bassi?

«Non è facile, però fa parte dello sport, ma fa parte dell’essere anche probabilmente così tanto esposti. Io sinceramente cerco di ripetere a me stessa che non si può essere sempre al top, non si può essere sempre a 100, ogni tanto è fisiologico avere qualche basso, l’importante è comunque sapere su cosa lavorare, sapere su cosa serve per ritornare lì, però io credo che sia normale come in tutte le cose che non può andare sempre al massimo, sempre verso l’alto». 

Anche tu da bambina hai potuto fare qualche scambio con un campione?

«Mi è capitato una volta con Filippo Volandri al Tennis Club Italia Forte dei Marmi: ne avrò avuti dieci, dodici anni. Questo è un aneddoto incredibile: qualche anno fa la mamma di Musetti mi ha portato una foto dove c’era anche Musetti a palleggiare con Volandri, però lui era molto più piccolo di me, quindi è incredibile questa cosa. Quello che cerco di trasmettere è la passione che ho per questo sport, la gioia che mi dà, la gioia che mi danno i bambini, che sono contenti, sorridono, sono emozionati. Alla fine dico sempre che i bambini sono i fan migliori, sono quelli più belli in qualche modo, perché leggi proprio la loro emozione, la loro spontaneità e quindi è bello condividere questi momenti con loro». 

Sei mai stata prima in provincia di Treviso?

«No, in realtà non sono mai venuta: mi avevano invitato, però non sono mai riuscita a venire. Ogni tanto Furlan (Renzo, l’ex coach ndr) parlava dialetto quando chiamavamo i suoi parenti, e quando sono atterrata ho detto “cavolo, mi sa che sono vicina a dove sta Renzo”, infatti prima gli ho scritto e gli ho detto “guarda, mi sa che sono dalle tue parti”. Abbiamo sempre un bellissimo rapporto, resta sempre comunque un punto di riferimento.

Paolini accompagnata dalla sicurezza mentre lascia lo shooting

Se il tennis italiano ride, il calcio piange e sta vivendo momenti bui.

«Era meglio se si fossero qualificati ovviamente. Ovvio che dalla nostra parte il tennis sta crescendo tanto, però credo che in generale la vittoria è che tutti gli sport vadano bene, secondo me. Quindi non mi sento di dire che è meglio così assolutamente, è il contrario. Io credo che lo sport, qualsiasi esso sia, è sempre positivo, il tennis sta crescendo, la pallavolo pure, ma tutti gli altri sport, l’abbiamo visto con le Olimpiadi. Stiamo facendo bene, ci spiace, a me personalmente spiace un sacco, però è andata così. 

Come si fa a sorridere anche nei momenti difficili come fai tu?

«Sì, non è facile, ovvio che dietro c’è anche una ricerca di questa cosa, a volte sdrammatizzare anche. A me sinceramente sdrammatizzare un po’ mi aiuta, però a volte nei momenti difficili non è così scontato. Alla fine bisogna ricordarsi anche che sto facendo quello che mi piace e quindi mi diverte. A volte ricerco forzatamente il divertimento e il fatto di divertirmi, perché so che mi aiuta a giocare meglio».