“Speriamo di vincere questo derby o di portare fortuna, ce n’è bisogno!” Gianluca Coti di derby se ne intende. Nei suoi sei anni allo Spezia ne ha giocati sei, ne ha vinti cinque e ha segnato due gol che sono rimasti nella memoria collettiva del tifo spezzino. La rete nel 4-1 del 2001-2002, poi il 2-1 decisivo dell’anno dopo. Il ‘figlio del vento’, uno degli spezzini più amati dello Spezia di quegli anni, ricorda le emozioni dei derby in diretta su Radio Picco, la trasmissione dal lunedì al venerdì in onda alle ore 18 su RLV – La Radio A Colori. “Erano partite sentite, Spezia-Carrarese è così. Noi eravamo una squadra forte, la Carrarese è sempre stata più debole di noi ma i derby sono sempre partite difficili. I numeri dicono che ne abbiamo vinti più noi, ma anche di recente è stato così, come l’anno scorso che ha vinto andata e ritorno”.

Ora il derby arriva in un momento delicato, con la Carrarese parte coi favori del pronostico. 
“Vero ma io credo che lo Spezia sia più forte, il cambio allenatore porterà qualcosa e sono convinto che andranno a Carrara per far la partita e per vincerla”.

Quanto si sentiva questo derby da calciatore?
“Si viveva diversamente, come in tutti i derby. La Carrarese, però, rispetto a Pisa o Livorno le vivevi con meno pressione anche per la tifoseria che è molto diversa dalle altre due o anche allo Spezia. Non ci saranno i tifosi spezzini alla partita, potrebbe essere un fattore e dare fastidio. Ma speriamo si metta subito bene la partita, lo Spezia ha i giocatori e la qualità per vincere e rimettersi in careggiata per raggiungere quella salvezza”.

Ha seguito lo Spezia?
“Le partite dello Spezia le vedo sempre, o al campo o da casa”.

Come si spiega questa stagione?
“Quando perdi una finale play-off l’anno dopo c’è sempre una flessione, è successo a tanti e non solo allo Spezia, anche se non si spiega il perché. Come vinci il campionato di C e magari arrivi in A con la stessa squadra, è diverso il destino se perdi una finale. Nessuno se lo aspettava ma siamo lì e adesso bisogna essere bravi a venirne fuori e a costruire qualcosa per l’anno prossimo. Ora bisogna salvarsi il prima possibile”.

Che fattore emotivo può essere il ritorno di D’Angelo?
“È arrivato fino alla fine l’anno scorso, ha fatto bene. In lui i tifosi vedono la persona giusta per salvare la squadra, può essere un valore in più”.

Servirebbe un ‘figlio del vento’ a questo Spezia…
“Magari! (ride, ndr). Soprattutto perché sarei più giovane ma anche perché sono partite bellissime da giocare. Chi potrà esserci sicuramente non sbaglierà atteggiamento e basta già questo secondo me, perché lo Spezia è più forte della Carrarese anche se loro sono davanti e ormai salvi. Non bisogna avere presunzione, ma sono sicuro lo Spezia arriverà bene alla partita”.

L’avere un po’ ‘tutto contro’ può essere uno stimolo in più?
“Purtroppo non ci saranno i tifosi e non è una cosa bella, ma sono convinto che la tifoseria dello Spezia farà arrivare la squadra nel modo migliore possibile con il loro affetto. Io ne ho viste veramente tante di belle cose, magari accompagneranno il pullman in autostrada, ma sono sicuro che qualcosa si inventeranno per trasmettere calore”.

Quante chance ha lo Spezia di salvarsi?
“Io guardo la classifica e non credo a quello che vedo. Ne do tante, innanzitutto per qualità della squadra, poi per l’affetto che provo. Ci sarà da lottare fino alla fine, la classifica è lì ma sono convinto che possa farcela per poi programmare nel migliore dei modi le prossime annate”.

In tanti lì per salvarsi, un piccolo favore. 
“Sei sempre te a doverti aiutare, nel calcio nessuno ti aiuta. È cambiato allenatore, la squadra si starà compattando e sono convinto ne verrà fuori. Spero di portare bene!”.