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Una cena a base di pesce si è trasformata in un incubo per una coppia della Bassa Piacentina, finita d’urgenza al pronto soccorso a causa di una grave intossicazione alimentare. L’episodio, avvenuto la scorsa settimana, riaccende i riflettori su una regola aurea della sicurezza in cucina troppo spesso sottovalutata: mai ricongelare alimenti già decongelati, specialmente se si tratta di prodotti ittici altamente deperibili come il tonno.
APPROFONDIMENTI
Il fatale errore domestico: il doppio scongeltamento
La vicenda ha avuto inizio in un supermercato della zona, dove la coppia aveva acquistato del tonno venduto come prodotto “già decongelato“. Una volta a casa, invece di consumarlo entro breve tempo, come sarebbe giusto fare, i due hanno commesso l’errore che si è rivelato critico: hanno riposto il trancio di pesce nel freezer domestico. Pochi giorni dopo, il tonno è stato estratto nuovamente, scongelato per la seconda volta e cucinato per cena.
Il processo di ricongelamento e successivo scongeltamento ha interrotto la catena del freddo in modo irreversibile, accelerando i processi di degradazione proteica del pesce. Circa due ore dopo il pasto, la coppia ha iniziato a manifestare sintomi violenti, rendendo necessario l’intervento immediato del 118 con due ambulanze e due auto sanitarie.
La diagnosi: Sindrome Sgombroide e shock anafilattico
I medici dell’Azienda Usl di Piacenza, intervenuti nell’abitazione, si sono trovati di fronte a un quadro clinico allarmante. I pazienti presentavano spossatezza estrema, coliche addominali lancinanti, tachicardia e una pressione arteriosa pericolosamente bassa. I sanitari hanno dovuto somministrare immediatamente la terapia prevista per lo shock anafilattico.
La diagnosi è stata inequivocabile: sindrome sgombroide. Si tratta di un’intossicazione causata dall’ingestione di elevate quantità di istamina. Questa sostanza si forma quando l’istidina, un amminoacido naturalmente presente in pesci come tonno, sgombro, sarde e acciughe, viene degradata dai batteri a causa di una conservazione a temperature non idonee. Il calore della cottura, purtroppo, non è in grado di distruggere l’istamina una volta che si è formata, rendendo il pesce tossico anche se ben cotto.
Il ricovero e le dimissioni
Dopo una notte di osservazione e cure intensive al pronto soccorso di Piacenza, la coppia ha mostrato segni di rapido miglioramento. Grazie alla tempestività dei soccorsi, i due piacentini sono stati dimessi il giorno successivo, superando la fase critica dell’intossicazione. Resta però il monito per tutti i consumatori sulla gestione dei prodotti ittici: il pesce venduto come “decongelato” deve essere trattato con estrema cautela e mai, in nessun caso, riportato a temperature sotto zero una volta che il processo di scongeltamento è iniziato.
