di
Massimiliano Jattoni Dall’Asén

L’Antitrust sanziona Revolut per scarsa trasparenza su investimenti, blocchi dei conti e Iban italiani. La fintech annuncia ricorso, Codacons soddisfatto

Più di undici milioni di euro di sanzioni e un richiamo netto sulle modalità con cui vengono proposti servizi finanziari sempre più diffusi tra i risparmiatori italiani. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato interviene su Revolut, una delle principali piattaforme fintech attive in Europa, contestando una serie di pratiche commerciali ritenute scorrette.

Investimenti «senza commissioni» nel mirino

Il provvedimento colpisce diverse società del gruppo e si articola in tre distinti filoni. Il primo riguarda l’offerta di servizi di investimento: secondo l’Antitrust, le comunicazioni rivolte ai clienti — fin dal primo contatto pubblicitario — non sarebbero state sufficientemente chiare su costi aggiuntivi e limiti degli investimenti “a zero commissioni”.



















































In particolare, sotto la lente finiscono le cosiddette azioni frazionate, strumenti sempre più popolari tra i piccoli investitori ma caratterizzati da differenze rilevanti rispetto ai titoli interi, sia in termini di diritti sia di rischi e trasferibilità. Su questo punto è stata inflitta una sanzione da 5 milioni di euro.

Conti bloccati e informazioni carenti

Un secondo capitolo, altrettanto rilevante, riguarda la gestione dei conti di pagamento. L’Autorità contesta modalità definite aggressive e, soprattutto, carenze informative su sospensioni, limitazioni e blocchi dei conti.

In diversi casi — si legge nel provvedimento — i clienti non sarebbero stati adeguatamente informati prima dell’adozione delle restrizioni, né avrebbero ricevuto un supporto sufficiente una volta applicate.

Il risultato, secondo l’Antitrust, è un impatto diretto sulla possibilità per gli utenti di accedere ai propri fondi anche per periodi prolungati, con conseguenze concrete sulla gestione di spese quotidiane e necessità urgenti. Anche per questa violazione la sanzione è pari a 5 milioni di euro.

Iban italiani, comunicazioni poco chiare

Infine, un terzo rilievo riguarda il passaggio agli Iban italiani. Le società del gruppo non avrebbero fornito indicazioni chiare su requisiti e tempistiche per ottenere un conto con codice «IT» al posto di quello lituano. Per questa contestazione la multa ammonta a 1,5 milioni di euro.

La replica: «Faremo ricorso»

La reazione di Revolut è immediata. La società contesta le conclusioni dell’Autorità e annuncia ricorso, precisando che la decisione «non avrà alcun impatto sulle attività o sulla situazione finanziaria del gruppo».

Quanto al tema degli Iban, la fintech sottolinea di aver seguito «rigorosi protocolli bancari locali», necessari — spiega — per garantire una transizione conforme e sicura.

Consumatori: «Segnale importante»

Di segno opposto il commento delle associazioni dei consumatori. Il Codacons esprime soddisfazione per il provvedimento, parlando di un segnale importante in un settore dove — sostiene — i clienti sono spesso attratti da promesse di guadagni facili e condizioni vantaggiose che poi non trovano riscontro nella realtà.

Un settore in rapida crescita, ma sotto osservazione

Il caso si inserisce in un contesto più ampio, segnato dalla crescita dei servizi finanziari digitali e dalla loro diffusione soprattutto tra i più giovani. Una trasformazione che amplia l’accesso agli investimenti ma che, allo stesso tempo, rende sempre più centrale il tema della trasparenza.

Per l’Antitrust, il punto resta proprio questo: informazioni chiare, comprensibili e tempestive come condizione minima per garantire scelte davvero consapevoli. In un mercato dove la velocità dell’innovazione corre più della capacità — spesso — di interpretarne i rischi.

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2 aprile 2026 ( modifica il 2 aprile 2026 | 12:45)