di
Clarida Salvatori

Sessanta anni, era arrivato all’ospedale San Camillo in condizioni gravissime. Mantenuti i supporti vitali in attesa del prelievo degli organi

È stato dichiarato morto Roberto Arditti, dopo 24 ore dall’attacco cardiaco che lo aveva colpito. Il giornalista, 60 anni, già direttore del quotidiano Il Tempo era stato ricoverato al San Camillo Forlanini di Roma in condizioni apparse subito disperate. Tanto da richiedere il ricovero in terapia intensiva, sottoposto a supporto delle funzioni vitali e da far definire la prognosi strettamente riservata.

La notizia della sua morte è stata confermata nel pomeriggio del 2 aprile dalla direzione dell’ospedale della Capitale. «La commissione medica nominata dalla direzione dell’ospedale ha confermato lo stato di morte cerebrale del paziente Roberto Arditti – si legge nel bollettino diffuso dalla struttura -. È stato quindi constatato il decesso. I supporti vitali vengono comunque mantenuti, in attesa del trasferimento in sala operatoria per il prelievo degli organi, nel rispetto della volontà donativa espressa in vita dal paziente. La famiglia chiede a tutti il massimo rispetto della privacy».



















































Nato a Lodi il 28 agosto 1965, laureato all’università Bocconi, Arditti aveva lavorato al Senato con Giovanni Spadolini per poi passare al giornalismo. È stato direttore delle news di Rtl 102.5, autore della trasmissione Porta a Porta e direttore ed editorialista de Il Tempo. Dal 2018 era direttore editoriale di Formiche. Durante il secondo governo guidato da Silvio Berlusconi ha ricoperto il ruolo di portavoce del ministro dell’Interno Claudio Scajola. Tra i protagonisti della macchina organizzativa di Expo 2015, ha fondato insieme a Swg la società di consulenza strategica Kratesis. Recentemente aveva pubblicato i libri “Hard Power” con Giubilei Regnani editore e “Piumini e catene. Storie di maranza” con Alessio Gallicola 

Immediati i messaggi di cordoglio e gli attestati di stima di chi lo aveva conosciuto. «In queste ore abbiamo sperato in un miracolo che purtroppo non è arrivato – le parole del  presidente del Senato, Ignazio La Russa -. Se ne va una persona perbene, un uomo di profonda cultura e figura autorevole del giornalismo e della comunicazione istituzionale. Nel corso della sua lunga carriera, Roberto ha posto la sua intelligenza e la sua professionalità anche al servizio del Senato della Repubblica, lasciando un segno indelebile nel dialogo tra informazione e istituzioni». Anche il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha voluto dedicargli un pensiero: «Apprendo con dolore della scomparsa del collega e amico. Perdiamo un intellettuale, giornalista di valore e importante punto di riferimento nella comunicazione politica e istituzionale». «La scomparsa di Roberto Arditti non è solo una importante perdita per il giornalismo e per il dibattito pubblico del nostro Paese. È per me la perdita di un amico colto e intelligente. Sono testimone di come nel corso della sua carriera abbia saputo unire competenza, rigore e passione civile, contribuendo a raccontare, con lucidità, momenti complessi della nostra storia recente», ha dichiarato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.


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2 aprile 2026 ( modifica il 2 aprile 2026 | 20:41)