di
Valentina Santarpia
L’esponente di FdI Gianmarco Mazzi prende il posto di Daniela Santanchè. Le sue parole dopo il giuramento: «Il turismo è un settore ricco di grandi professionalità, richiede massima cura». Le congratulazioni della ex ministra: «Felice che l’operato verrà portato avanti da una persona come lui»
Il sottosegretario al ministero della cultura Gianmarco Mazzi è stato scelto come ministro del Turismo per coprire la casella lasciata vuota dalle dimissioni di Daniela Santanché. Mazzi è arrivato al Quirinale alle 10.30, accompagnato dalla sua caposegretria Rita Rubini al MiC, dal capo dello Stato Sergio Mattarella, e ha giurato come ministro. Anche la premier Giorgia Meloni è arrivata al Quirinale per il giuramento e ne è uscita alle 10.56. «Il turismo è un mondo ricco di fascino e grandi professionalità che richiede cura attenta perché rappresenta un pilastro dell’economia italiana. Sono onorato di questo incarico e ringrazio il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio per la fiducia accordatami», ha detto Mazzi subito dopo il giuramento. Subito sono arrivati gli auguri del ministro Alessandro Giuli, che ringrazia Mazzi per «l’ottimo lavoro svolto al Mic», ma invia anche un «affettuoso saluto a Daniela Santanchè con cui ho lavorato in perfetta armonia» e un «ringraziamento» a Giorgia Meloni, «per aver ancora una volta dimostrato prontezza nella gestione di questa fase delicata». Congratulazioni sono arrivate dalla ministra per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati, dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, dal ministro per la Protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto, da quello della Salute Orazio Schillaci.
Anche Santanché ha inviato le sue «più sincere e sentite congratulazioni al nuovo ministro del Turismo Gianmarco Mazzi», «una scelta giusta, grazie alla quale l’industria turistica italiana potrà contare su una figura di assoluto spessore». Santanché si è detta «fiera di aver ricoperto questo incarico e felice che l’operato verrà portato avanti da una persona come lui, sono sicura che il ministro Mazzi continuerà a dare slancio a un settore che, negli ultimi anni, macinando record e primati, abbiamo reso centrale per il benessere socioeconomico dell’Italia. I miei migliori auguri di buon lavoro!».
Gli auguri sono arrivati anche da Simona Ventura: «Meritatissima nomina, ci hai aiutato a portare a casa il Sanremo più difficile di sempre», nel 2004, edizione passata alla storia per il boicottaggio da parte delle major discografiche.
Sessantacinque anni, nato e vissuto sempre a Verona, Mazzi ha frequentato studi classici, laureandosi in giurisprudenza con una tesi in diritto amministrativo su «L’intervento pubblico nel campo dello spettacolo fra promozione culturale e mercato». Promotore nel 1981, a fianco di Mogol e Gianni Morandi, e con Gianluca Pecchini, del progetto di solidarietà della «Nazionale Cantanti», nel 1984 inizia a dedicarsi ad attività culturali e manageriali nel mondo della televisione e dell’entertainment. Da allora sono tante le sue collaborazioni: da Caterina Caselli, a Fabrizio De André, dai Pooh a Lucio Dalla, da Adriano Celentano – a cui resta legatissimo, «è la mia famiglia», racconta a Sette – a Mina, da Gianni Morandi a Eros Ramazzotti e Michael Jackson a Pippo Baudo, che era un suo grandissimo amico. Lui non si definisce un manager, né un agente, ma uno «chef che confeziona eventi, talvolta con responsabilità autoriali», come racconta in un’intervista a L’Arena del giugno di sei anni fa.
Nel 2000 con la Nazionale Cantanti organizza all’Olimpico di Roma la «Partita del Cuore per la pace» alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, di Shimon Peres, di Yasser Arafat e di autorevoli esponenti dello sport e dello spettacolo quali Pelè, Michael Schumacher e Sean Connery. Nell’aprile 2003 si reca a Baghdad per portare aiuti umanitari insieme alla Croce Rossa Italiana, a Gianni Morandi e a Luca Barbarossa: per questa iniziativa la delegazione riceverà un prestigioso riconoscimento dei Nobel per la Pace, il «Manforpeace Award», consegnato il 28 novembre 2003 in Campidoglio a Roma dal Dalai Lama e da Mikhail Gorbaciov.
Dal 2003 al 2011 partecipa alla direzione e all’organizzazione del festival di Sanremo. Nel 2007 collabora con Riccardo Cocciante per il quale promuove l’opera musicale «Giulietta e Romeo» che l’1 giugno, debutta trionfalmente all’Arena di Verona con dieci rappresentazioni e oltre 100.000 spettatori.
Il 22 giugno del 2014 e il 4 dicembre 2015 realizza per Rai1 due eventi di Dario Fo, il primo dedicato a San Francesco, il secondo a Maria Callas con la partecipazione di Paola Cortellesi.
La collaborazione con Dario Fo dura fino alla sua scomparsa; nel 2016/2017, insieme al figlio Jacopo, lavora alla realizzazione di una serie intitolata «Dario Fo e Franca Rame, la nostra storia», un affresco lungo quasi un secolo sulla storia del teatro e della società italiana attraverso i lavori e la biografia del Premio Nobel e della sua compagna d’arte e di vita.
Nel 2013 e nel 2014 segue artisticamente il talent show di Rai2 «The Voice», un progetto che poi riprenderà nel 2020 con «The Voice Senior» su Rai1, riconfermato nel 2022.
Il 30 aprile 2015 viene scelto per organizzare in mondovisione l’ opening di Expo 2015, da Piazza del Duomo a Milano, con la partecipazione di Andrea Bocelli, Lang Lang e l’Orchestra della Scala. Nel 2016 organizza una serie di spettacoli televisivi di successo con Zucchero, Mogol, Andrea Bocelli e Massimo Giletti. Il primo luglio 2017 realizza il progetto televisivo «La notte di Vasco», con il record di 230.000 persone a Modena Park uno share del 36% per la diretta Rai1, nell’autunno 2017 lancia il progetto «SanremoYoung» che viene realizzato nel 2018 e nel 2019. Nel 2019, 2020 e 2021 collabora a SanremoGiovani e alle edizioni Sanremo 2020, 2021 e 2022 di Amadeus.
Dal 2018 al 2020 è con Adriano Celentano nel progetto del film in animazione «Adrian». Dal 2017 al 2022 ha ricoperto il ruolo di direttore artistico e amministratore delegato della società che all’Arena di Verona gestisce le attività televisive e live all’Anfiteatro.
Dopo essere stato candidato ed eletto alla Camera, il 2 novembre 2022 era stato nominato sottosegretario alla Cultura del governo Meloni. Si è sposato nel 2020 con una funzionaria del tribunale di Verona, «molto schiva», la definisce lui, dopo 21 anni di convivenza: al suo matrimonio c’erano tantissimi artisti e cantanti famosi a cui è legato, tra cui Riccardo Cocciante che, racconta sempre a L’Arena, «per farci un dono volle cantare in chiesa Io vi benedico, il brano del Giulietta e Romeo che frate Lorenzo intona per i due innamorati». Contestato da Mario Luzzatto Fegiz, critico musicale del Corriere della Sera, perché «sceglie cantanti e canzoni senza un’ora di conservatorio alle spalle», ha replicato: «Neppure un dio della musica come Paul McCartney ha studiato al conservatorio. E Luciano Pavarotti si scriveva le note musicali con un metodo tutto suo. Però sono un istintivo. Capii fin da subito il talento dei Negramaro e di molti altri». E come sa ciò che gli piace, sa anche cosa non gli piace: come i rapper.

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3 aprile 2026 ( modifica il 3 aprile 2026 | 14:12)
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