Modena, 3 aprile 2026 — Un controllo su un distributore di carburante della provincia di Modena ha portato alla scoperta di gasolio non conforme agli standard previsti dalla legge: troppo zolfo e un punto di infiammabilità inferiore ai limiti consentiti. Una situazione che, secondo gli accertamenti, poteva creare rischi sia per la sicurezza sia per l’ambiente. Per questo motivo due amministratori della società che gestisce l’impianto sono stati segnalati alla Procura di Modena con l’ipotesi di frode nell’esercizio del commercio.

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I controlli della Finanza nei distributori di benzina

L’operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Modena insieme ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nell’ambito di una serie di controlli avviati in tutta la provincia per verificare qualità dei carburanti, correttezza dei prezzi esposti e rispetto delle regole nella distribuzione dei prodotti energetici. L’attenzione si è concentrata soprattutto sulle aree più trafficate, dove il flusso di automobilisti è maggiore.

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Nel caso specifico, i controlli sono stati effettuati presso un impianto aperto al pubblico, dove oltre alla verifica documentale è stato eseguito anche il prelievo di campioni di gasolio destinati alle analisi di laboratorio. Gli esami, svolti dal laboratorio di Bologna, hanno evidenziato due anomalie rilevanti: il carburante aveva un punto di infiammabilità troppo basso, quindi più volatile del previsto, e un contenuto di zolfo superiore ai limiti fissati dalle norme nazionali ed europee.

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Cosa si rischia con un diesel con troppo zolfo

Dal punto di vista pratico, un carburante con queste caratteristiche può creare diversi problemi. Un punto di infiammabilità troppo basso significa che il prodotto può sviluppare vapori infiammabili più facilmente durante lo stoccaggio o il rifornimento, aumentando il rischio di incendio. Sul fronte tecnico, invece, una combustione irregolare può compromettere il rendimento del motore e provocare un’usura più rapida delle componenti meccaniche. Anche il contenuto elevato di zolfo rappresenta un elemento critico. Oltre a produrre emissioni più inquinanti, può favorire la formazione di residui all’interno dei motori diesel e danneggiare i sistemi di filtraggio dei gas di scarico, con conseguenze dirette sia per i veicoli sia per la qualità dell’aria.

La denuncia per i due titolari

Al termine degli accertamenti, i finanzieri hanno trasmesso alla Procura una comunicazione di notizia di reato nei confronti dei due soci amministratori della società titolare dell’impianto. Come previsto dalla legge, resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva. L’attività di controllo non si è fermata a questo episodio.

I controlli in altri distributori: irregolarità nella comunicazione dei prezzi

In altri quattro distributori della provincia sono emerse irregolarità legate alla comunicazione dei prezzi dei carburanti. I gestori, secondo quanto accertato, non avevano aggiornato correttamente il portale ministeriale Osservaprezzi carburanti, obbligatorio per legge e utilizzato per monitorare i prezzi praticati al pubblico.

Nel complesso sono state rilevate 12 omissioni nella comunicazione delle variazioni di prezzo. Un comportamento che, secondo gli accertamenti, riduce la trasparenza verso i consumatori e può alterare la concorrenza tra gli impianti della stessa zona. Per queste violazioni sono state applicate sanzioni amministrative per circa 50mila euro.

I controlli rientrano in una campagna più ampia che Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane stanno portando avanti in tutta Italia, soprattutto in una fase in cui il mercato dei carburanti continua a registrare forti oscillazioni di prezzo. L’obiettivo è evitare irregolarità nella qualità dei prodotti e garantire correttezza nella vendita al pubblico, in un settore che incide direttamente sulla spesa quotidiana di famiglie e imprese.