I dati Istat sui conti delle amministrazioni pubbliche e reddito e risparmio delle famiglie. Il rapporto deficit/Pil al 3,1%
La pressione fiscale nel quarto trimestre 2025 è stata pari al 51,4 per cento, in aumento di 0,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È quanto emerge dal report dell’Istat sul conto trimestrale delle amministrazioni pubbliche, reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società.
Record da 11 anni
Nell’intero 2025 la pressione fiscale si attesta al 43,1 per cento del Pil, in crescita di 0,7 punti percentuali rispetto al 42,4 del 2024. Per trovare un livello più alto bisogna tornare indietro al 2014, quando era al 43,1%. Anche il dato del quarto trimestre (51,4%) rappresenta un picco che non si vedeva dall’analogo periodo di quell’anno (quando aveva raggiunto il 52,2%). Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito dello 0,4 per cento rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dello 0,5 per cento. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari al 7,8 per cento, in diminuzione di 0,8 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
A fronte di una variazione dello 0,4 per cento del deflatore implicito dei consumi, il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito rispetto al trimestre precedente dello 0,8 per cento. La quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 43,2 per cento, è aumentata di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Il tasso di investimento delle società non finanziarie è stato pari al 24,6 per cento, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
Il rapporto deficit/Pil al 3,1%
Rispetto ai dati diffusi il 2 marzo, per l’anno 2025 l’indebitamento netto in rapporto al Pil non risulta modificato e pari al 3,1%. L’Italia è già sotto procedura Ue per il deficit eccessivo e anche se il dato definitivo del 2025 – che il governo sperava sotto al 3% del Pil – sarà comunicato dall’Istat a Eurostat solo il 22 aprile, l’indebitamento diffuso oggi indica che l’obiettivo del governo non sarà centrato.
3 aprile 2026 ( modifica il 3 aprile 2026 | 14:00)
© RIPRODUZIONE RISERVATA