di
Marianna Peluso
Verona, la piccola è nata all’ospedale di Negrar: «Sono emozioni fortissime, come la prima volta. Aspettiamo di tornare a casa per far conoscere la neonata alla sua sorella maggiore. Il cesareo? Non è una fuga dal dolore»
Il giorno dopo la nascita di Rachele a casa Giunta Pellegrini l’emozione è ancora grandissima. Dopo Matilde, la coppia ha avuto una seconda figlia, Rachele, che è nata all’ospedale Sacro Cuore di Negrar, a nord di Verona. «Ciao Rachele. La nostra piccola nata con la luna rosa», si legge su Instagram, un poetico riferimento al plenilunio d’aprile che ha fatto da magica cornice al lieto evento nella giornata di giovedì 2 aprile.
Matteo Giunta, come sono state queste prime ore da papà bis?
«Sono sempre emozioni fortissime, difficili da descrivere. Anche se è la seconda figlia, e quindi in un certo senso sapevo già a quale emozione sarei andato incontro, mi chiedevo: “Chissà se mi emozionerò come la prima volta?”. Ed effettivamente sì, è successo proprio così. Mi piace molto quella frase che dice che l’amore non si divide, si moltiplica. Il cuore si allarga, fa spazio e moltiplica la gioia per l’arrivo di questa nuova bambina».
Ha potuto essere accanto a sua moglie, Federica Pellegrini, durante il parto?
«È stato un parto cesareo, quindi sono potuto entrare in sala non appena è nata la piccola. Come è prassi per questo tipo di intervento, noi papà dobbiamo attendere fuori durante la prima fase dell’intervento ma poi mi hanno fatto entrare e sono potuto restare lì con loro fino a che l’operazione non si è conclusa definitivamente».
Sui social avete scritto che Rachele “è nata con la luna rosa”. C’è un significato particolare dietro questa frase?
«In realtà è stata una pura casualità. Avevamo visto un post dell’ex governatore del Veneto, Luca Zaia, che spiegava come ci sarebbe stato questo plenilunio di aprile, chiamato “luna rosa” per una sua particolarità legata alla natura. Il nome viene da un fiore che sboccia proprio in questo periodo e che colora tutto di rosa, simbolo del risveglio della natura: rappresenta nuova energia, rinascita, qualcosa che si chiude e lascia spazio ad un nuovo inizio. È una coincidenza che ci è piaciuta moltissimo e l’abbiamo voluta ricordare».
Come ha reagito Matilde? È pronta a fare la sorella maggiore?
«Conoscerà la sua sorellina quando lei e Fede saranno dimesse dall’ospedale. Dobbiamo ancora decidere se verrà lei a prenderle o se gliela faremo conoscere direttamente a casa. Ovviamente sa che è accaduto qualcosa, anche perché ha visto crescere la pancia della mamma. A 2 anni magari non lo fanno capire sul momento ma da certi piccoli atteggiamenti si vede che ha compreso tutto. Sarà una bellissima scoperta vedere come accoglierà la nuova arrivata».
Da genitori, c’è un po’ di timore pensando al mondo in cui cresceranno le vostre figlie e al futuro che le attende?
«Viviamo in un periodo storico complesso, segnato da notizie spesso drammatiche. Da genitori, un po’ di preoccupazione c’è, perché ti chiedi che mondo lascerai ai tuoi figli. Ma non abbiamo mai pensato di non avere figli perché la realtà che ci circonda “non ci piaceva”. Anzi, per natura siamo ottimisti e pensiamo positivo: semmai, abbiamo l’incoscienza di credere che loro lo possano cambare in qualche modo, questo mondo».
Avete scelto di affidarvi nuovamente all’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, la stessa struttura in cui è nata Matilde.
«Sì, quando trovi un’equipe di medici, infermiere e ostetriche con cui si crea in poco tempo un legame così forte, vuoi che quell’esperienza si ripeta. Con Matilde era stato tutto spettacolare, ci siamo trovati benissimo, nonostante la difficoltà del primo parto, e quindi ci tenevamo ad avere le stesse persone. Lo è stato anche questa volta con Rachele. Tutto bene, a parte le solite polemiche che dilagano quando c’è di mezzo Fede…».
A quali polemiche si riferisce?
«A quelle sollevate da alcuni utenti sui social riguardo alla scelta del parto cesareo. Purtroppo sul web c’è la falsa concezione che sia una sorta di comoda “via di fuga” per non sentire dolore. Magari può essere vero nell’atto della nascita in sé ma il decorso post-operatorio è molto più complicato: parliamo di un vero e proprio intervento chirurgico in tutto e per tutto, con anestesia, tagli, cicatrici e tutto ciò che ne consegue. C’è chi si diverte a giudicare le donne che non affrontano il parto naturale, ignorando che molto spesso si tratta di una soluzione medica necessaria».
Come sta sua moglie ora, visto che c’erano state complicazioni proprio con la nascita di Matilde?
«Federica adesso sta bene. Il primo fu un cesareo d’urgenza: lei voleva tentare il parto naturale, persino in vasca ma la piccola iniziava ad andare in sofferenza e l’intervento è diventato una necessità assoluta. Questa volta, proprio per non ripercorrere lo stesso iter che è stato molto doloroso e per non rischiare nulla, i medici ci hanno consigliato di nuovo il cesareo, per non mettere la bimba in pericolo senza motivo».
Per fortuna c’è anche il lato bello dei social: vi ha travolto un’ondata di affetto enorme.
«Assolutamente sì. Abbiamo ricevuto tantissimo affetto e Fede ha fatto un piccolo video per ringraziare tutti. È impossibile rispondere a ogni singolo messaggio ma è un momento che ti riempie davvero il cuore. La celebrazione della vita non è mai un tema divisivo: la nascita di un figlio rende tutti felici, trasversalmente, e questo mi fa ben sperare».
Ultima curiosità: chi ha scelto il nome Rachele?
«Deriva da un audiolibro che si intitola Rachele e il mare, che è uno dei preferiti di Matilde. È la storia, sospesa tra sogno e realtà, di una bimba in spiaggia che intraprende un’avventura nel fondale marino insieme alle creature dell’oceano, per poi risvegliarsi. Le è sempre piaciuto tantissimo, quindi possiamo dire che il nome gliel’ha scelto proprio sua sorella».
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3 aprile 2026 ( modifica il 3 aprile 2026 | 18:08)
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