Nel mirino di Donald Trump, questa volta ci è finito Bruce Springsteen. Dopo le durissime parole del rocker contro la sua amministrazione dal palco di Minneapolis, il presidente degli Stati Uniti ha reagito con un post su Truth Social in cui insulta il cantante sul piano personale e invita i suoi sostenitori a boicottare il nuovo tour del Boss.

Lo scontro si è acceso dopo la data inaugurale del Land of Hope and Dreams American Tour, martedì 31 marzo, a Minneapolis. Durante il concerto, Bruce Springsteen ha attaccato la Casa Bianca, dicendo che l’America è «attualmente nelle mani di un’amministrazione corrotta, incompetente, razzista, incosciente e traditrice».

Il cantante ha anche lanciato un appello al pubblico, invitandolo a scegliere «la speranza invece della paura, la democrazia invece dell’autoritarismo, lo stato di diritto invece dell’illegalità, l’etica invece della corruzione senza freni, la resistenza invece della compiacenza, l’unità invece della divisione e la pace invece della guerra».

La replica di Trump è arrivata poche ore dopo, con il suo tono abituale. Sul suo social, il presidente ha scritto: «Il pessimo e noiosissimo cantante Bruce Springsteen, che sembra una prugna secca che ha sofferto enormemente a causa di un intervento di un chirurgo plastico davvero incompetente, soffre da tempo di una terribile e incurabile sindrome anti-Trump, a volte chiamata Trump Derangement Syndrome», si legge. «Quel tipo è un perdente totale che vomita odio contro un presidente che ha vinto le elezioni con una valanga di voti, compreso il voto popolare, tutti e sette gli Stati in bilico e l’86% delle contee di tutta l’America».

E ancora: «Sotto il sonnolento Joe e i Democratici, il nostro Paese era morto, e ora abbiamo il Paese più “caldo”, di gran lunga, di tutto il mondo. I sostenitori di Maga dovrebbero boicottare i suoi ​​concerti troppo cari, che fanno schifo. Risparmiate i vostri soldi guadagnati con fatica. L’America è tornata!!!».

Bruce Springsteen, del resto, se lo aspettava: prima di salire sul palco, aveva già spiegato che gli show sarebbero stati «politici e molto legati a quello che sta accadendo nel Paese». A Minneapolis, il Boss ha mantenuto la promessa. Oltre all’attacco frontale alla Casa Bianca, ha accusato Trump di «non saper sopportare la verità». Durante il concerto ha anche presentato il nuovo singolo Streets of Minneapolis, collegandolo esplicitamente alle tensioni legate alle attività dell’Ice in città. Sul palco ha ricordato Renee Good e Alex Pretti, vittime delle recenti operazioni federali, accusando il governo di non aver fatto luce sulle loro morti.