di
Roberto Amaglio
Parla l’amministratore unico e presidente del Cda della società sportiva: «Il mercato? Ci stiamo lavorando, ora abbiamo basi più solide»
Il gioco della pallavolo è semplice. Fase 1: difendere; fase 2: alzare; fase 3: attaccare. Ed è questo il piano che il Volley Bergamo 1991 sta cercando di attuare. Sia in campo (chiuderà oggi la sua positiva stagione interna contro Vallefoglia, nel penultimo turno di playoff Challenge), dove dopo stagioni difficili con salvezze all’ultima giornata, da due anni è tornata ad assaporare il clima dei playoff scudetto; sia a livello dirigenziale, provando ad alzare l’asticella e lasciandosi alle spalle i patemi economici del recente passato. «In questi anni non abbiamo mai perso di vista l’obiettivo: portare in alto il nome di Bergamo — rimarca Andrea Veneziani, amministratore unico e presidente del Cda della società —. Questa ambizione ci ha permesso di rimanere a galla quando si sono esauriti i cicli di Foppapedretti prima e Zanetti poi; in situazioni simili molti hanno chiuso i battenti. Noi abbiamo avuto la bravura di non mollare e la fortuna di avere una provincia alle spalle con tanti nuovi soci che ci hanno sostenuto».
E da due anni la squadra è tornata a disputare le Final 8 di Coppa Italia e i playoff per lo scudetto. Ve l’aspettavate?
«Era la fase 2 del nostro progetto. La stagione 2024-25, con la permanenza in serie A1 mai in discussione, ci ha permesso di costruire con calma la squadra attuale che, seppur con qualche patema iniziale, ha migliorato il rendimento dell’anno passato. L’obiettivo ora è di salire un altro gradino».
Come? Può anticipare qualche notizia di mercato?
«Non faccio nomi, ma la squadra è fatta. Qualche atleta resterà, altre saluteranno Bergamo, dopo aver confermato le loro potenzialità. E per sostituirle abbiamo deciso di puntare non su scommesse, ma su profili con un bagaglio tecnico consolidato».
I rumors suggeriscono che il diesse Bertini punti sulla centrale Silke Van Avermaet, proveniente da Novara, il libero Juliette Gelin e la schiacciatrice Elena Pietrini, attualmente in forza a Milano. Questo cambio di paradigma significa che il budget sta aumentando?
«Abbiamo basi più solide, ma certo non siamo ai livelli delle corazzate del campionato. Anche da questo punto di vista stiamo lavorando: essere la prima società sportiva italiana a ottenere un Rating Esg di livello Grade A per le performance ambientali, sociali e di governance dà una ragione pratica e concreta agli sponsor di sposare il progetto».
Nel progetto c’è anche il settore giovanile?
«Seppur in un logico razionamento delle risorse, abbiamo sempre avuto le squadre giovanili: dall’aprile scorso la partnership con la Chorus Volley Bergamo Academy ci ha permesso di rafforzare una filiera che va dall’Under 12 all’Under 18, per un totale di circa 2.000 giovani atlete».
Questi numeri confermano la salute del movimento locale?
«Non solo a Bergamo. I successi delle Nazionali, la presenza di giocatori divenuti simboli e alcune strategie mediatiche promosse dalle squadre, dalle tv e dalla Lega, sono fattori che hanno messo il turbo alla pallavolo».
Sbagliamo a sostenere che uno degli elementi per mettere il turbo al Volley Bergamo sarà il ritorno in città?
«La città e l’amministrazione di Treviglio, in questi tre anni, si sono dimostrate leali e collaborative; non possiamo far altro che ringraziarle per quello che hanno fatto e per quello che faranno anche l’anno prossimo. Ma abbiamo sempre detto che la casa del Volley Bergamo non può che essere nel capoluogo».
Ha novità dal cantiere del nuovo palazzetto?
«Abbiamo avuto un incontro positivo un paio di settimane fa. Sulle tempistiche di chiusura dei lavori non mi sbilancio perché non dipende da noi, ma possiamo dire con una certa sicurezza che torneremo a giocare a Bergamo dalla stagione 2027/28. Nel frattempo proseguiremo la proficua alternanza PalaFacchetti-ChorusLife Arena».
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3 aprile 2026
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