di
Marco Galluzzo
Italia disponibile a partecipare a una missione internazionale. Tajani lancia i corridoi contro la crisi alimentare
L’Italia è disponibile a partecipare a una missione internazionale per garantire e difendere i traffici commerciali sullo stretto di Hormuz, quando ci saranno le condizioni e un cessate il fuoco, ma a patto che la missione abbia una cornice multilaterale ben precisa, che a giudizio del nostro ministro degli Esteri non può che essere in un perimetro delle Nazioni unite.
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Ieri ne ha discusso Antonio Tajani con i suoi omologhi convocati dal Regno Unito, in un vertice proprio sulla crisi che coinvolge lo Stretto che ha raccolto l’adesione di 40 Paesi. E lo aveva detto anche la stessa Giorgia Meloni direttamente al premier inglese Keir Starmer, che coordina e ha lanciato politicamente l’iniziativa.
La telefonata fra il capo del governo italiano e il premier britannico è stata un corollario del vertice, in un giro di colloqui che l’inquilino di Downing Street ha avuto anche con altri leader: si raccolgono adesioni e disponibilità, e in un contesto Onu l’Italia è pronta a fare la sua parte, mandando dunque, quando sarà, anche dei mezzi navali che si aggiungerebbero a quelli già presenti nella missione europea Aspides, che si svolge nel Mar Rosso.
Meloni e Starmer ovviamente hanno condiviso le informazioni che entrambi i governi hanno sulla crisi e soprattutto la preoccupazione per i suoi effetti nel medio periodo, con un «impatto sulla stabilità regionale e sui mercati energetici mondiali, oltre alle ricadute per le economie nazionali» che stanno sconvolgendo i piani finanziari e le esigenze di bilancio dei governi di mezza Europa.
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Meloni ha avuto subito dopo anche una riunione con i vertici dei nostri servizi segreti, insieme al vicepremier e ministro degli Esteri Tajani e al responsabile della Difesa Guido Crosetto, con un focus marcato sul dossier dell’approvvigionamento energetico, che due giorni fa è stato oggetto di un incontro con l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi.
Resta un dato fermo: la disponibilità dell’Algeria ad aumentare le forniture di gas dirette all’Italia, disponibilità politica acquisita direttamente dalla premier con una visita ad Algeri di dieci giorni fa e un incontro diretto con il presidente Abdelmadjid Tebboune.
Nel corso del vertice coordinato da Londra, Tajani, assieme a colleghi come il ministro olandese e la viceministra degli Emirati, ha sostenuto la necessità di un percorso con l’Onu anche per creare al più presto un «corridoio umanitario» innanzitutto per i fertilizzanti e per tutto quello che servirà ad evitare una nuova crisi alimentare, in particolare nelle nazioni africane. «Assicurare il trasporto di fertilizzanti e altri beni umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz è vitale», ha dichiarato il titolare della Farnesina.
Sul fronte degli aiuti militari che l’Italia ha garantito ai Paesi alleati del Golfo persico, dal Qatar all’Oman sino agli Emirati arabi uniti, sono ormai quasi tutti arrivati i sistemi radar e antimissile che sono stati promessi nei primi giorni della guerra. Gran parte dei dispositivi militari e dei prestiti è oggetto di dossier riservati, ma in ogni caso risulta già schierato, negli Emirati, il più avanzato sistema di difesa aerea e antimissile di cui dispongono le nostre Forze armate, il Samp-T, in grado di intercettare aerei, droni e missili balistici tattici grazie al missile Aster 30.
Un gesto che è costato all’Italia la rimodulazione di alcuni assetti militari specifici, visto che sistemi di questo tipo sono una risorsa scarsa, ma che rimarca le eccellenti relazioni che Roma ha consolidato con il regno di Abu Dhabi e con la sua leadership. La compatibilità tecnologica del Samp-T con i sistemi militari emiratini ha poi richiesto alcuni sforzi congiunti.
Si registrano anche contatti diretti fra il governo italiano e quello americano dopo la vicenda di Sigonella. Guido Crosetto, il ministro della Difesa, oltre ad aver incontrato ieri gli ambasciatori dei paesi del Golfo, ha avuto modo di confrontarsi con esponenti dell’amministrazione Trump, che hanno perfettamente compreso le ragioni del diniego all’atterraggio di due caccia armati, a Sigonella, venerdì scorso.
Una vicenda che non ha avuto strascichi fra i due Stati e sulla quale la settimana prossima il ministro riferirà alla Camera, rispondendo a una richiesta di chiarimenti arrivata da più parti, nel fronte delle opposizioni. Due giorni fa una nota dell’ambasciata iraniana in Italia ha definito «intelligente» la decisione del governo italiano.
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3 aprile 2026 ( modifica il 3 aprile 2026 | 08:33)
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