Lo avevano minacciato, ora si è passati ai fatti: l’Iran ha annunciato di aver messo nel mirino e aver attaccato i data center di Oracle e Amazon nel Golfo, rispettivamente negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein. Nel primo caso è incerto se l’attacco sia andato a buon fine, dopo quanto riportato dal Times of India che citava fonti dei Guardiani della Rivoluzione. Il governo di Abu Dhabi e le autorità di Dubai, sede della struttura del gruppo di Larry Ellison, hanno smentito l’accaduto. Nel secondo caso, un data center commerciale del gruppo di Jeff Bezos operante in Bahrein è stato colpito nella giornata dell’1 aprile.

Dopo le minacce, gli attacchi

Si tratta delle prime mosse dei Pasdaran contro apparati del comparto tecnologico-securitario americano dall’annuncio avvenuto il 12 maggio scorso circa l’opportunità di mettere nel mirino le aziende innovative a stelle e strisce per il loro ruolo come abilitatori della capacità militare di Washington nel quadro della Terza guerra del Golfo. L’Iran aveva colpito due data center di Amazon Web Services nel quadro delle salve iniziali di risposta all’assalto israelo-americano nella giornata dell’1 marzo ma non si era mai capito se la strategia fosse deliberata. Ora, invece, la dinamica è chiara: Teheran intende estendere a ogni apparato legato alla potenza militare Usa la proiezione dei suoi attacchi.

La sfida a Amazon e Oracle

Amazon ha una consolidata presenza nel Golfo e rappresenta l’emblema della potenza tecnologica Usa. Ma prendere nel mirino Oracle, a prescindere che gli attacchi siano effettivamente riusciti, mostra la portata operativa e propagandistica della mossa: “Oracle ha contratti nel settore del cloud e dell’intelligenza artificiale con il Dipartimento della Difesa statunitense e il suo presidente, Larry Ellison, ha legami di lunga data con Israele, elementi citati tra le accuse” dall’Iran per il suo inserimento nella black list delle aziende nel mirino “insieme ad Apple, Boeing, Cisco, Google , HP,  IBM , Meta e Microsoft”,scrive Tom’s Hardware.

Annunciare un colpo a Oracle oggi significa, inoltre, aggiungere confusione verso il colosso di Larry Ellison, già intento a gestire l’aumento del fardello debitorio, che rischia di condizionarne la corsa allo sviluppo della capacità di calcolo dell’intelligenza artificiale, e i considerevoli tagli al personale. L’Iran sembra coordinare il timing degli annunci operativi e politici con la realtà interna americana, come del resto anche la lettera aperta del presidente Masoud Pezeshkian sembra confermare, riprendendo diverse letture care alla narrazione del movimento Maga ora critico di Donald Trump sulla guerra.

Vuoi ricevere le nostre newsletter?

L’assalto iraniano all’IA

L’Iran giustifica l’assalto sottolineando il ruolo dell’IA e delle sue capacità abilitanti per guidare colpi e sistemi di puntamento delle armate statunitensi. Progetti come quello Maven, che utilizzano tecnologie Palantir e Claude di Anthropic, vedono i flussi dati viaggiare sui data center delle Big Tech. Inoltre, c’è un razionale economico e politico dietro queste azioni.

Colpire le infrastrutture tecnologiche significa, innanzitutto, rallentare la corsa economica delle aziende dominanti la corsa all’IA, in un contesto che vede diverse nubi addensarsi, e condurre una strutturata guerra economica ai Paesi del Golfo, che volevano accreditarsi come fornitori di capitali e strutture per l’IA di frontiera, per forzarne una possibile spinta alla fine del conflitto. Parliamo di una strategia che vede la risoluta spinta iraniana ad accettare la logica dell’escalation, come avviene sul fronte della chiusura dello Stretto di Hormuz e degli attacchi all’energia. Ma che al contempo tocca un punto quantomeno in chiaroscuro: che margine c’è per definire queste strutture bersagli legittimi? Formalmente l’Iran distingue: non sta colpendo direttamente i Paesi della regione ma gli apparati americani in loco rivendicando l’autodifesa. Ma, mentre in Iran Usa e Israele martellano università e centri di ricerca, è doveroso chiedersi parimenti quanto margine ci sia per definire diversamente gli attacchi di Teheran ai centri di Amazon, Oracle e altre aziende, che restano almeno formalmente centri civili e tecnologici, dato che dimostrare la diretta connessione tra le strutture nel Golfo e le azioni contro l’Iran è quantomeno difficile così come lo è collegare i centri di ricerca sotto attacco in Iran ai Pasdaran.

Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto. Unisciti a noi, abbonati oggi!