I periti – si legge nella richiesta della Procura – «dovranno accertare le modalità di separazione della testa e del collo dal tronco, individuare lo strumento impiegato, verificare eventuali residui metallici, rintracciare tracce biologiche estranee al cadavere e valutare quando è avvenuta la profanazione».
Nei giorni scorsi la mamma di Pamela, assistita dall’avvocato Nicodemo Gentile, aveva definito la profanazione del cadavere «uno scempio disumano». L’attività dei periti – che avranno 90 giorni di tempo – è ora fondamentale per chiarire le circostanze di questo gesto efferato e supportare le indagini della magistratura bergamasca.