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Blanco è tornato. Con la sua voce. A tre anni di distanza dall’ultimo album (“Innamorato”, era il 2023), Riccardo Fabbriconi – questo il suo vero nome – torna con un nuovo progetto discografico intitolato Ma’. Scritto tra l’Italia e l’Inghilterra, è dedicato alla mamma (“Abbiamo un rapporto molto stretto, il disco è nato da una litigata con lei”, ha raccontato lui). A lei è rivolta anche una traccia, che si intitola appunto Ma’. Così Blanco sulle scene con un disco che parla di emozioni, di sentimenti ma stavolta più personali e intimi. Meno passionali, c’è meno rabbia. Blanco è più maturo, ma sempre a suo modo e cioè senza regole.

Il disco nasce da un percorso introspettivo e si sente. Il dolore (più o meno) soffocato che caratterizza da sempre le sue canzoni c’è, tuttavia stavolta l’impressione è che Blanco abbia voluto fare un passettino in avanti. Chi cerca la hit, non rimarrà deluso. Chi cerca la ballad romantica, neanche. E nemmeno chi si aspettava qualcosa di diverso. Blanco mette tutti d’accordo con Ma’, composto da 15 brani, di cui 4 già noti. Si tratta della meravigliosa ‘Piangere a 90’ e poi ‘Maledetta Rabbia’ (tra i pochi brani che ricordano veramente il Blanco degli esordi) e le più recenti ‘Anche a vent’anni si muore’ e ‘Ricordi’ con Elisa. 

Ci sono dei brani che hanno qualcosa di speciale. È il caso di “Fuori dai denti”. “Blanchito bebe, Michelangelo mettimi le ali”: l’incipit è rassicurante. Fa pensare alle sue hit. E infatti così è. Anche qui si ritrova il Blanco dell’inizio: trasgressivo, giovane e ribelle. Canta: “Non mi va di fare scelte giuste alla mia età, vorrei sputare tutti i sentimenti fuori dai denti”. 

Blanco_20260333Blanco, foto per il nuovo disco Ma’. Credit: ILARIA IEIEIl duetto con Grignani in “Peggio del diavolo”, ma il vero capolavoro è “Un posto migliore”

“Ti voglio bene uomo” è quasi psichedelico a livello sonoro mentre il testo è una lettera indirizzata a se stesso, poi in ‘Peggio del diavolo’ duetta con Grignani. Non c’è un fil rouge definito. Una delle motivazioni potrebbe essere legata al fatto che le canzoni non sono state composte tutte nello stesso periodo (“Tanti brani li avevamo iniziati anni fa e poi lasciati lì, a metà. Ma come il vino buono, sono migliorati nel tempo. Molto però è nato qui in Italia”, ha ammesso). 

Il brano che colpisce di più è ‘Un posto migliore’. Inizia con un pianoforte soave, di quelli che si ascoltano nelle hall degli hotel eleganti. Un giro di note ed entra la voce di Blanco: “Datemi del matto ma lasciatemi sognare di volare sopra il mare; lasciatemi guardare l’acqua che brilla grazie al sole”. La canzone procede per immagini, quelle che solo Blanco sa regalare. Stupisce nuovamente (specialmente se si considera la giovane età) e raggiunge il culmine con l’assolo di sax (che ricorda un po’ Venditti, un po’ Achille Lauro). Intenso, ma non poteva essere altrimenti, anche il brano che dà il nome all’album. Un’epistola canora con cui Blanco si toglie i panni di artista ed è semplice Riccardo. Un figlio che scrive alla mamma. Le confessa di non riuscirsi ad amare così come lo ama lei. Mostra limiti e insicurezze: “Ho paura di me”, “Non so più cosa sia diventato”, “C’hai ragione sempre tu ma, questa vita fa schifo tu mi avevi avvertito”. 

Cover nuovo album di Blanco dal titolo Ma'Blanco da bambino insieme alla mamma, cover dell’album Ma’Blanco non disattende le aspettative (e se ne frega delle regole)

Ma’ è un album frammentario, senza un unico filo che connette le canzoni. Ma non è un difetto, anzi è la fotografia di una crescita che in fondo non ha bisogno di percorsi lineari per funzionare. E poi la linearità non è certo un concetto accostabile a Blanco che ha fatto della sorpresa e della ‘follia’ le sue carte vincenti. In un mercato ossessionato dai concept album o dai dischi-fotocopia, Blanco si permette il lusso di essere incoerente. Se ne frega, come ha fatto spesso. Passa dal sussurro al grido senza tante riserve. Forse non è tutto perfetto, ma è proprio in questo disordine che riconosciamo un artista che ha compiuto un grande passo pubblicando quello che, al momento, è il suo disco più maturo. Ora Blanco non ha più bisogno di gridare per farsi ascoltare.

‘Ma’, la mappa del viaggio: la tracklist completa

1. Ti voglio bene, uomo – Una dedica sincera a se stesso

2. Ma’, – La lettera d’amore per la mamma

3. Peggio del diavolo (con Gianluca Grignani) – Il duetto che non ti aspetti

4. Tanto non rinasco – Uno dei pezzi più ‘suonati’ dell’album

5. Ricordi (con Elisa) – Due voci che si uniscono perfettamente (ma le melodia non è nulla di speciale)

6. Los Angeles – Chitarra e voce

7. Anche a vent’anni si muore – Il ‘vecchio’ Blanco

8. 15 dicembre (prima) – Un brano piacevole, ma che quasi non sembra di Blanco

9. 27 luglio (dopo) – La ‘continuazione’ di 15 dicembre. Sonorità che sorprendono (ma non entusiasmano)

10. Woo – Il pezzo con il quale tutto il palazzetto salta 

11. Fuochi per aria (la fortuna) – Da ascoltare davanti al mare, al tramonto

12. Fuori dai denti – Tra i brani migliori di tutto il disco

13. Piangere a 90 – La poesia 

14. Maledetta Rabbia – Il Blanco furioso (che resiste)

15. Un posto migliore – Uno dei brani più intensi di Blanco. Di sempre, non solo dell’album.

Il disco sarà presentato dal vivo tra aprile e maggio 2026 durante “Il primo tour nei palazzetti” di Blanco, prodotto e organizzato da Friends & Partners e Vivo Concerti. I biglietti sono disponibili su Ticketone e nei punti vendita abituali. A questi appuntamenti si affianca anche il “Tour Estate 2026”.

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