VUELLE 84 TEZENIS VERONA 83
VUELLE : Trucchetti, Johnson 11, Bertini 6, Maretto 14, Sakine ne, Smith 10, Tambone 23, Reginato, Virginio 9, Bucarelli 11, Fainke. All. Leka. TEZENIS VERONA: Baldi Rossi 8, Loro 12, Poser 3, Bolpin, Ambrosin 12, Zampini 20, Johnson 8, McGee 9, Monaldi 11, Serpilli. All. Ramagli. Arbitri: Vita, Foti e Marzulli. Note: parziali 24-21, 42-43, 63-59. Tiri liberi: Pesaro 13/18, Verona 8/14. Tiri da 3 punti: Pesaro 9/23, Verona 13/35. Rimbalzi: Pesaro 33, Verona 35. Assist: Pesaro 17, Verona 21. Antisportivo a Monaldi. Usciti per 5 falli: Jazz Johnson. Spettatori: 5.540
Il basket è uno sport per cuori forti, solo chi ce l’ha può resistere a due partite del genere nel giro di dieci giorni. Ma stavolta, dopo la beffa contro la Fortitudo, all’astronave finisce nella bolgia assoluta, col pubblico di casa impazzito e la Vuelle che stacca mezzo biglietto per il rapido che andrà in serie A. Ci pensa Tambone, il gladiatore, a sigillare dalla lunetta una vittoria strameritata, conquistata con un lungo arrivato cinque giorni fa, che con quattro allenamenti riesce a chiudere in doppia cifra e resiste con grande generosità anche dopo aver preso una botta al ginocchio che fa correre un brivido lungo la schiena dello staff biancorosso.
Dopo un 1° tempo durissimo, Pesaro aveva cominciato a pregustare il successo a fine terzo quarto quando con una folata sontuosa la squadra di Leka era volata via a +14 (61-47) ma contro certe avversarie è dura maramaldeggiare fino alla fine e Verona torna in corsa, costringendo i biancorossi a soffrire fino alla fine. Un peccato, comunque, in questo big-match vedere Verona al completo – recuperato anche Ambrosin, che sarà velenoso dall’arco – mentre il reparto pivot di Pesaro è seduto a fianco della panchina. Smith, appena arrivato, fa quello che può. Leka lo inserisce nel quintetto iniziale ma dopo 3’ – un po’ a sorpresa – butta nella mischia Fainke per sprecare qualche fallo e far innervosire Justin Johnson e il ragazzo rispetta le consegne. Verona parte meglio, facendo capire che la battaglia sarà dura (0-8), ma l’inizio di Tambone è tambureggiante: il top-scorer della Vuelle è scatenato, segna 10 punti in pochi minuti facendo impazzire la difesa gialloblù e riportando in vantaggio i suoi. Il break pesarese (11-0) rianima il pubblico che sente l’importanza della partita. A metà del 1° quarto dalla panchina escono Johnson e Bertini: Jazz interpreta bene il momento, costringendo McGee a sprecare due falli sulle sue accelerazioni e Pesaro si distende anche in contropiede con Bucarelli che esalta Smith in un alley-hoop ben fatto per il +3 (19-16). L’inizio del 2° quarto sembra propizio per tentare la fuga, con Bertini che trova il corridoio per schiacciare a due mani il +5 (26-21) e per due volte la Vuelle spreca la palla per arrotondare il vantaggio. Il 2° fallo di Bucarelli è una brutta notizia per Leka che lo toglie in fretta e furia dal campo inserendo Trucchetti.
Anche senza il capitano la squadra regge l’urto, anzi Maretto guadagna un antisportivo da Monaldi per provare a fare il break che però non riesce (1 su 2 ai liberi e tripla sbagliata). In ogni caso il +7 del 15’ è il massimo vantaggio del 1° tempo (33-26), ma Verona non si fa certo impressionare e riparte con un gioco da tre punti di Justin Johnson che brucia Bertini, quindi un tap-in di Loro, che sfrutta la sua elevazione riporta a contatto la Tezenis (34-31) finché Zampini, dall’arco impatta il match (36-36) e Ambrosin, da distanza siderale, sorpassa. La Vuelle, pur senza la guida di Bucarelli, preservato in panchina per non rischiare il 3° fallo, non sbanda e chiude il 1° tempo incollata all’avversaria. Per poi ripartire di slancio con Virginio che trova in avvio di 3° quarto due canestri e una stoppata che gasano tutti, Tambone infila la tripla del +6, Bucarelli quella del +9. E quando Smith converte l’alley-hoop del +11 il palas esplode (56-45). Verona sembra in bambola, perde un altro pallone, Virginio scarica un’altra granata ed è l’apoteosi. Ma i 5.500 non sanno che c’è ancora da soffrire. Verona risale con una serie di triple ed entra nell’ultimo quarto credendoci ancora, fino al sorpasso di Baldi Rossi (74-75) che a 2’ dal gong gela l’atmosfera. Bucarelli, senza paura, firma il controsorpasso e Pesaro va, con coraggio, fino alla fine, congelando il successo coi tiri liberi. Poi esplode la festa.
Elisabetta Ferri