Quella che si incontra nel quartiere San Saba una Roma raccolta, quasi laterale rispetto alla monumentalità esibita con cui la città eterna è stata spesso raccontata. Qui il tessuto urbano alterna villini, corti interne, tracce archeologiche e un’idea di città giardino che affonda le radici nei primi decenni del Novecento, quando l’espansione residenziale cercava una misura domestica, fatta di verde, affacci e strade silenziose. Non lontano scorrono le memorie della Roma antica, le Mura Aureliane, l’acquedotto, il Palatino. Più vicino, una geografia quotidiana fatta di edifici bassi, terrazze e prospettive inattese.

modern multistory building with a rooftop terrace surrounded by treespinterest

Supervoid

modern living space featuring two colorful chairspinterest

Supervoid

È lo stesso quartiere in cui ha vissuto Vittorio De Sica, alimentando un palinsesto di aneddoti e miti che restituisce bene il carattere discreto e insieme centrale di questo brano di città. L’intervento di Adamo-Faiden e Supervoid si inserisce proprio dentro questa logica discreta, trasformando l’ultimo livello di un edificio dei primi del Novecento in un attico duplex che si costruisce attorno alla terrazza. La casa si sposta verso l’esterno, letteralmente e, di conseguenza, gli ambienti principali si affacciano su una sequenza di spazi all’aperto, una grande apertura pieghevole rende la cucina una stanza ibrida, e una scala esterna allineata all’asse dell’edificio introduce un movimento continuo tra i livelli. Non c’è un dentro e un fuori nettamente separati, quanto una successione di soglie, passaggi, spazi intermedi.

modern sliding glass door opening onto a terracepinterest

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interior of a modern space featuring a storage unit and a staircasepinterest

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All’interno la grammatica è ridotta a pochi elementi, tra superfici bianche, volumi compatti, e poi questi inserti metallici che appaiono come episodi lucidi e sottili: porte, nicchie, telai delle finestre, rivestimenti tecnici. Non si tratta di semplici espedienti, quanto di attrezzature domestiche portate in primo piano. La luce li attraversa e si riflette, rimbalza sulle lamiere, scivola lungo le pareti e costruisce una profondità inattesa, raccontandoci come la casa sembra organizzarsi più per riflessi che per partizioni. È proprio qui che l’incontro tra i due studi diventa leggibile: da un lato la precisione di Adamo-Faiden, abituati a lavorare su sequenze spaziali e continuità, dall’altro la sensibilità di Supervoid per dispositivi domestici minimi, mobili, tecnici, capaci di ridefinire gli ambienti senza appesantirli. Gli interni di San Saba nascono da questa sovrapposizione: struttura e attrezzatura, spazio e oggetto, interno e terrazza. Tutto pensato per risultare tanto leggero quanto calibrato

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modern hallway with sliding doors and light flooringpinterest

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Il pavimento in cotto, continuo tra stanze e spazi esterni, tiene insieme l’intero livello e rafforza questa idea di casa espansa. Le terrazze diventano stanze all’aperto, delimitate da quinte vegetali e da una vista che scivola sui tetti di Roma. Al belvedere spettacolare, della quale la casa non è sprovvista, si preferisce invece un affaccio quotidiano, domestico, coerente con il carattere del quartiere. La città, così, entra lentamente negli ambienti e l’architettura si organizza come una sequenza di dispositivi leggeri.

outdoor terrace with greenery and city viewpinterest

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Sono nato a Napoli, non parlo in terza persona e non curo cose, oggetti, persone o animali. Ho studiato architettura tra il Politecnico di Milano e l’ENSA Paris-Belleville per poi laurearmi in Architettura delle Costruzioni. Mi sono occupato di allestimenti seguendo i progetti di NENDO, scrivo di grandi architetture e sto completando un dottorando in Composizione allo IUAV di Venezia. Nonostante questo, tutto regolare.