Ferrara, 4 aprile 2026 – A portare alla luce quel mondo di branchie e pinne, di giganti che si trova sotto il velo dell’acqua è Mattia Lanzoni, professore dell’università di Ferrara. Fa parte del gruppo di ecologia coordinato dal professor Giuseppe Castaldelli (Dipartimento di scienze dell’ambiente e della prevenzione). La sua mappa fa emergere i pesi massimi che si muovono nelle acque dolci interne (corsi d’acqua, fiumi e canali, negli stagni). In tutte le acque di pianura fino alle foci, in particolare della pianura padana dell’Emilia Romagna. E non sono pochi quei pesi massimi.
I pesci di fiume più grandi
“Le specie ittiche più grandi per dimensioni sono sempre state le tre specie di storione. Sono il Cobice Acipenser naccarii (si trova solo del nord Adriatico, nelle acque dell’Emilia Romagna, Veneto e Friuli); lo storione Comune Acipenser sturio (estinto in Italia) e il Beluga Huso huso“.
Riapparso a sorpresa nel 2025, dagli anni 70 era considerato estinto. Tutte queste specie presenti fino al secolo scorso sono a rischio di estinzione”. Ma le correnti sono piuttosto popolate.

Lo storione beluga che si credeva estinto
“Tra le specie di grandi dimensioni si annoverano il luccio italiano, predatore che può arrivare a pesare 10 kg. Ad oggi è presente con popolazioni limitatissime, specie a rischio di estinzione in tutte le acque dolci, in pianura padana e in Emilia Romagna. Una delle ultime popolazioni autoctone certificate di luccio la troviamo nelle valli di Campotto ad Argenta”.
E’ in buona compagnia. Altre specie di grandi dimensioni, la carpa Cyprinus carpio. “E’ acclimatata da tempo, è arrivata in epoca romana. Si muove sul fondo il siluro d’Europa. E’ originario dell’est Europa. Ad oggi in tutti i bacini e corsi d’acqua di pianura in particolare quelli di grande e media portata”. La popolazione è leggermente in calo rispetto alla fine degli anni Novanta ed inizio 2000. Giganti che superano i 2,20 metri di lunghezza e i i 110 chili di peso.
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Il divieto di pesca per le specie di storione
“Ricordiamo che per tutte le specie di storione è severamente vietata la pesca in tutte le acque e di qualsiasi forma a livello Italiano. Anche per le altre specie ittiche autoctone italiane ancora presenti la pesca è limitata e con periodi e aree ben precise e prestabilite secondo i regolamenti e le misure nazionali e regionali, in quanto ormai quasi tutte specie a rischio di scomparsa”.
C’è anche la lista rossa delle specie ittiche d’Italia, un tempo abbondanti nelle nostre acque, come luccio, tinca, triotto, scardola, anguilla e barbo italiano. Un mondo dove si è verificata un’invasione.
I pesci e le specie aliene
“La comunità ittica è sbilanciata a favore delle specie aliene, di origine danubiana, est europea e asiatica come aspio, siluro, lucioperca alborella danubiana, carpa erbivora. E da specie anche nord americane come il pesce gatto punteggiato, che sta diventando dominante”. Sgomita per conquistare quel territorio chiuso tra rive e canneti.
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Dalla teoria alla pratica. Alessandro Maccanti, il Po la sua seconda casa, ha cominciato ad andare a pesca quando aveva appena otto anni. “Mi ha insegnato mio nonno, i primi passi con amo e lenza nelle valli di Comacchio”. A volte anche sua moglie lo accompagna e pesca insieme a lui. All’amo carpe anche di otto chili, pesce gatto di cinque. E poi c’è lui, il pesce siluro. “Il record mondiale confermato appartiene a un esemplare pescato nel 2025 in Polonia, che misurava 2,92 metri. Nel 2023 era stato pescato nel fiume Po un esemplare di 2,85 metri. Io, ne ho catturato uno di 2,60, una bella bestia”. Ma il record è lontano.
Maccanti non vuole che questo antica passione si perda. Ha fondato una scuola, si chiama ‘Dimensione pesca’. “I genitori ci portano i bambini, i ragazzi. Insegniamo loro a pescare, dalla a alla zeta. Così al posto di stare con gli occhi incollati al cellulare, piantati davanti ad un computer stanno all’aria aperta, in barca con noi. Al cospetto del Po, il popolato mondo del grande fiume”.

