di
Carlotta De Leo

«Urgente assicurare la navigazione a Hormuz». La premier e le tappe nel Golfo per la sicurezza energetica dopo la la visita di ieri in Arabia Saudita

«Quando nel Golfo cresce l’instabilità ne risentono anche i costi dell’energia, le imprese, il lavoro e in ultima istanza il potere di acquisto delle famiglie. Il Golfo è attore fondamentale del mercato energetico mondiale e se qui la produzione si contrae o si ferma il prezzo aumenta per tutti. E se peggiora si può arrivare a non avere tutta l’energia che è necessaria, anche in Italia.». Lo afferma in un video diffuso sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni al termine del viaggio nel Golfo Persico, «il primo di un leader europeo dall’inizio di questa nuova fase del conflitto» rivendica. 

Un viaggio diviso in tre tappe – Arabia Saudita ieri, Qatar e Emirati oggi – che ha avuto proprio lo scopo di cercare di mettere mettere al riparo e, se possibile migliorare, gli approvvigionamenti energetici del nostro Paese per fronteggiare le conseguenze economiche del conflitto in Iran.



















































«Il solo Qatar copre il 10% del fabbisogno italiano di gas  – spiega Meloni – e  l’area del golfo garantisce il 15 per cento del petrolio che ci serve. Ed è per questa ragione che sto qui. In un Mondo più instabile, proteggere l’interesse nazionale significa anche e soprattutto costruire relazioni solide con partner affidabili nei luoghi che incidono sulla nostra sicurezza e la nostra economia. È il modo più concreto per difendere l’Italia il
lavoro degli italiani e il futuro della nostra nazione»  spiega la presidente del Consiglio.

La missione in tre Paesi del Golfo

Il viaggio  di Meloni nel Golfo, organizzato in tempi brevi e in maniera riservata per ragioni di sicurezza, ha avuto al centro colloqui con i leader dei Paesi colpiti dalla rappresagli dei missili iraniani.  «Abbiamo voluto dare un messaggio di solidarietà verso nazioni amiche e dare una mano ad affrontare problemi e difendere gli interessi nazionali» afferma Meloni.  In Italia «come nelle missioni internazionali, il nostro lavoro ha una bussola precisa , difendere l’interesse nazionale» conclude la premier.

Dopo la prima tappa di Gedda in Arabia Saudita, sabato mattina la premier è arrivata a Doha dove è stata ricevuta dall’emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani: al centro dell’incontro la sicurezza energetica, la difesa e la riapertura dello Stretto di Hormuz definita come «urgente e necessaria». 

Poi la terza e ultima tappa del viaggio, negli Emirati Arabi Uniti, per il colloquio con il Presidente Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan

Energia e libertà di navigazione 

Come riferisce una nota di Palazzo Chigi, Meloni e l’emiro del Qatar hanno discusso degli «sforzi diplomatici in corso per l’uscita dalla crisi e per garantire un’architettura di sicurezza regionale sostenibile».

I due leader hanno affrontato anche le questioni energetiche, «anche alla luce del rapporto consolidato tra Italia e Qatar in questo ambito, confrontandosi sulle possibili azioni di mitigazione per gli shock subiti». Meloni ha anche «assicurato la disponibilità dell’Italia» a  «contribuire alla riabilitazione delle infrastrutture energetiche qatarine,   fondamentali per la sicurezza energetica su scala globale». Durante il colloquio è stato anche «ribadito come sia urgente e necessario assicurare la libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz». 

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Meloni e Al-Thani hanno infine concordato di «lavorare congiuntamente per sviluppare ulteriormente la cooperazione e gli investimenti congiunti, per rafforzare ogni dimensione della sicurezza, soprattutto negli
ambiti strategici della difesa, delle infrastrutture critiche, della sicurezza alimentare e della cooperazione multilaterale per la gestione dei fenomeni migratori nelle rotte mediterranee».

Lavorare per la de-escalation

Dal canto suo,  lo sceicco Al Thani, «ha espresso la sua gratitudine per la posizione dell’Italia». «Entrambe le parti hanno sottolineato la necessità di lavorare per la de-escalation e di dare priorità al dialogo politico e alla diplomazia come migliore via per contenere l’attuale crisi in Medio Oriente e le sue ripercussioni sulle catene energetiche e di approvvigionamento, nonché per salvaguardare la sicurezza energetica nella regione» si legge in una nota ufficiale. I due leader hanno inoltre  «esaminato la cooperazione bilaterale tra i due Paesi e le modalità per sostenerla e svilupparla in vari settori, in particolare nell’economia e nell’energia».

L’ultima tappa negli Emirati

Al termine dell’incontro con l’emiro del Qatar, Meloni è partita alla volta di Al Ain negli Emirati Arabi Uniti, per il colloquio con il Presidente Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan. 
La premier ha espresso la «forte vicinanza dell’Italia a una Nazione amica, vittima di continui attacchi dell’Iran» e ha manifestato «profonda gratitudine per il sostegno ricevuto alle operazioni di rimpatrio dei turisti in transito e delle migliaia di cittadini italiani negli Emirati all’inizio del conflitto» si legge in una nota di Palazzo Chigi diffusa dopo il vertice.
Il colloquio si è focalizzato «sulle condizioni necessarie per la cessazione delle ostilità, a partire dalla necessità di assicurare la libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz». I due leader hanno poi fatto il punto  «sulla cooperazione bilaterale», in riferimento a un «ulteriore rafforzamento degli investimenti reciproci nei settori strategici dell’energia, della difesa e della sicurezza».


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4 aprile 2026 ( modifica il 4 aprile 2026 | 20:34)