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«Non ho cambiato auto per moda. L’ho fatto per anticipare un problema che stava diventando sempre più evidente. Ripensandoci oggi, tutto è iniziato più di un anno fa. I prezzi dei carburanti avevano già cominciato a muoversi in modo anomalo, tra tensioni internazionali, mercati instabili e continui aggiustamenti fiscali. Non erano ancora ai livelli attuali, ma la direzione era chiara. Ogni pieno costava un po’ di più del precedente. E soprattutto, non c’era nessuna certezza su quanto sarebbe costato quello successivo. A quel punto ho iniziato a guardare alle auto elettriche con un approccio molto pragmatico. Non mi interessavano tanto le emissioni o l’innovazione, quanto la prevedibilità dei costi». È il racconto di Giuliano (il nome è di fantasia perché ci è stato richiesto l’anonimato) che ha inviato al Messaggero una lunga mail. Lo abbiamo ascoltando raccogliendo ulteriori dettagli. Quella che leggete è la sua esperienza di vita.
APPROFONDIMENTI
Prima domenica italiana di austerity per fare fronte alla crisi energetica
La prima scelta, passare all’elettrico
«Faccio circa mille chilometri al mese. Con un’auto tradizionale, significava andare al distributore almeno due volte, ogni volta con prezzi diversi e spesso in salita. Con l’elettrico, invece, il ragionamento cambia: il costo dipende dall’energia che consumi e da quando la utilizzi. Se puoi ricaricare a casa, soprattutto nelle fasce orarie più economiche, il prezzo per chilometro diventa molto più stabile».
È stato questo a convincermi
«Ho installato una wallbox in garage e ho iniziato a ricaricare di notte.
Nel giro di poche settimane mi sono accorto che il costo mensile per gli spostamenti era sceso drasticamente rispetto a prima. Ma soprattutto, avevo smesso di guardare i prezzi dei carburanti ogni volta che usciva una notizia. Il secondo passaggio: le tensioni internazionali e il salto al solare.
La vera svolta è arrivata qualche mese dopo. Le notizie sulle tensioni in Medio Oriente, in particolare legate all’Iran, hanno riportato l’energia al centro dell’attenzione. Petrolio e gas hanno ricominciato a salire, e con loro anche l’elettricità. A quel punto mi sono reso conto di una cosa: avevo ridotto i costi passando all’elettrico, ma ero ancora esposto alle oscillazioni del prezzo dell’energia. Non più alla pompa, ma in bolletta. È lì che ho iniziato a considerare seriamente il fotovoltaico».
Produrre energia per l’auto (e per la casa)
All’inizio l’idea era semplice: se posso ricaricare l’auto a casa, perché non produrre anche l’energia a casa? Ho fatto qualche simulazione: consumi domestici, chilometri percorsi, produzione media dei pannelli. I numeri non erano perfetti, ma il principio sì: una parte significativa dell’energia necessaria poteva arrivare dal tetto. Ho deciso di installare un impianto fotovoltaico, aggiungendo anche un sistema di accumulo per sfruttare meglio l’energia prodotta durante il giorno. Da quel momento il sistema ha iniziato a funzionare in modo integrato:
i pannelli producono energia durante il giorno:
- una parte alimenta la casa;
- l’eccesso viene immagazzinato o usato per l’auto
- la sera completo la ricarica con ciò che ho prodotto o, se serve, con la rete
Non è indipendenza totale, perché in inverno la minore irradiazione solare si sente, ma è un salto enorme rispetto a prima.

Oggi, la prova dei fatti
«Oggi siamo arrivati a Pasqua 2026. E i numeri che si leggono in questi giorni confermano che quella scelta non è stata anticipata per caso». Secondo i consumatori, gli italiani spendono circa 1,28 miliardi di euro in più per i carburanti rispetto alla Pasqua del 2025. Il dato che colpisce di più è quello del gasolio: +30,2% in un anno, con un prezzo medio che è passato da 1,609 euro al litro a oltre 2,09 euro.
«Io i numeri degli aumenti della benzina li guardo, ma li vivo in modo diverso. Non perché non mi riguardino più, ma perché mi riguardano molto meno. Oggi il costo per muovermi dipende in gran parte dall’energia che produco io, o che comunque acquisto in modo più intelligente. Non è azzerato, ma è sotto controllo. E soprattutto è prevedibile. Non devo più decidere se fare il pieno oggi o aspettare domani sperando che scenda. Non devo più fare i conti con aumenti improvvisi legati a fattori globali».
Una scelta che diventa razionale
«Se c’è una cosa che ho capito è che il passaggio all’elettrico, da solo, è già un cambio importante. Ma è con il fotovoltaico che cambia davvero il paradigma. Non sei più solo un consumatore di energia. Diventi, almeno in parte, anche produttore. E in un momento storico in cui i prezzi sono sempre più instabili, questa è forse la differenza più grande. Guardando avanti. Non so come evolveranno i prezzi nei prossimi anni. Ma penso che difficilmente torneranno a essere stabili come un tempo. Per questo, quella che all’inizio sembrava una scelta tecnica è diventata una scelta strategica. Non per essere indipendenti al 100%, ma per esserlo abbastanza da non subire ogni oscillazione. E ogni volta che vedo un distributore con i prezzi aggiornati al rialzo, penso che, in fondo, il momento giusto per cambiare non è stato oggi. È stato quando ho capito dove stavamo andando».
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