L’arresto di Mazzarella non è il primo caso che vede la tradizione delle feste in famiglia essere fatale per i boss latitanti. Fu così nel 2015 per Corrado Orefice, reggente del clan Vanella Grassi, tradito dall’usanza del pranzo di Natale con i familiari. O, prima di lui, per Angelo Marino, boss degli Scissionisti, arrestato nel 2013 mentre trascorreva le vacanze natalizie in famiglia. La debolezza per il lusso e per le bellezze della Penisola Sorrentina attirarono in trappola invece, nel 2016, il capoclan del sodalizio che faceva capo a Ettore Bosti, Salvatore Maggio, il quale continuava a tenere le redini del clan da un hotel di lusso con camere da 300 euro a notte. L’ultimo caso della lista è stato proprio Mazzarella, arrestato in un resort esclusivo da mille euro a notte in Costiera Amalfitana dove aveva preso alloggio sotto falso nome insieme a moglie e figli.

 

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