di
Matteo Valente
L’opinionista querela per diffamazione un uomo del Trevigiano: in passato lo aveva già denunciato. Il legale difensore: «Ha cancellato il post e chiesto scusa, pronti ad andare dal giudice»
Un commento fuori luogo. Una frase offensiva. Ed è così che un 76enne di Salgareda, in provincia di Treviso, si è ritrovato con una richiesta di danni per 2.500 euro. Mittente, il giornalista Andrea Scanzi, firma de «Il Fatto Quotidiano» e opinionista in diverse trasmissioni televisive.
Al giornalista non è affatto piaciuto il commento con cui il 76enne trevigiano lo ha apostrofato su Facebook: si trattava di un epiteto offensivo scritto sotto l’annuncio dell’intervento di Scanzi a una trasmissione televisiva di La7. Così, è partita una richiesta di risarcimento per diffamazione. «Purtroppo il commento offensivo c’è e nessuno nega che ci sia un errore da parte del mio cliente – dice l’avvocato Mauro De Lucca, che segue il 76enne trevigiano – Sulle responsabilità non ci sono dubbi, anche se poi questa situazione mi ha portato ad alcune riflessioni».
Il precedente
Non è la prima volta che l’avvocato trevigiano si ritrova a gestire una richiesta di risarcimento da parte di Scanzi al 76enne: «La prima volta era in merito a un suo intervento alla “Zanzara” (programma radiofonico condotto da Cruciani, ndr), e per la quale ci erano stati chiesti 7.500 euro. Questa volta solo 2.500. A parte dunque il tariffario, che penso sia legato alle visualizzazioni del commento, mi chiedo che cosa spinga un giornalista così famoso a ricorrere con insistenza alla richiesta dei danni».
Rispetto infatti alla prima controversia, dov’era bastata una lettera di scuse e la cancellazione del post, questa volta le parti sembrano interessate a portare la questione davanti a un giudice: «Se l’altra parte lo ritiene opportuno, noi questa volta non ci tiriamo indietro. Abbiamo già presentato formalmente le scuse e cancellato ogni contenuto offensivo, che ripeto c’è e non è sindacabile. Ma questa volta siamo intenzionati a portare avanti la vicenda fino alla fine se sarà necessario».
«Attenzione a limitarsi nei commenti social»
Una storia che deve comunque servire di lezione a tutti gli utenti che sui social si lasciano andare ai facili commenti. «Deve servire da monito a tutti, se un pensiero non è condiviso, parlane con degli amici, ma non scrivere nulla sui social, perché il danno che si crea è davvero enorme. Oltre a considerare che non è mai legittimo e comprensibile offendere e insultare le persone per un loro pensiero. Quindi l’invito a tutti i telespettatori e gli utenti è quello di stare attenti e limitarsi nei commenti, perché si possono incorrere in sanzioni molto pesanti», chiude l’avvocato.
La linea dura di Scanzi
Scanzi non fa mistero della linea dura che adotta contro chi lo insulta online. A gennaio 2025 risale un video intitolato «Che bello farsi pagare le vacanze dagli haters» sul suo canale Youtube, in cui il giornalista spiega che fa partire continue denunce nei confronti di chi usa toni eccessivi o offensivi verso di lui, incassando diversi risarcimenti. «La gente si vede arrivare la querela, prende paura perché sa di essere nel torto e mi paga una quota per non andare a processo», dice nel video. «Mi è successo una ventina di volte in un anno e mezzo. Tenete conto che nel frattempo ci sono 60-70 cause che vanno avanti e sto facendo altre denunce in sede penale. Ho delle persone che seguono le pagine che mi insultano o che trovano i post contro di me e io, dove è il caso, querelo a nastro».
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4 aprile 2026 ( modifica il 4 aprile 2026 | 19:09)
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