di
Giampaolo Chavan
Si aggravano le condizioni di salute dell’ex capo della Mala del Brenta che terrorizzò il Nordest tra anni ’70 e ’90. Il legale: «Fa i conti con la sua esistenza, non ha più nessuno vicino»
La parabola discendente di Felice Maniero, 71 anni, ora ha toccato il punto più basso: si trova in una Rsa in Veneto per curarsi da «una fortissima depressione», rivela il suo difensore Rolando Iorio. «Faccia d’angelo» aveva messo in piedi l’organizzazione mafiosa autoctona al nord, la Mala del Brenta, tra gli anni ’70 e ’90 fino ad arrivare «a comandare in Veneto» come ha detto lui stesso in un’intervista a Roberto Saviano nel 2018 trasmesso dal «Nove». Ora, però, non riesce più a comandare nemmeno le sue paure, le ansie e le angosce che lo assediano da almeno una anno e mezzo quando è stato ricoverato per la prima volta in una struttura di cura.
«I medici – afferma il legale – pensano che questa depressione sia molto legata al distacco dei famigliari e dai figli oltre al peso per il suicidio della figlia Elena, avvenuto a Pescara il 20 febbraio 2006». E anche il giornalista Maurizio Dianese, autore del libro su Maniero «Come me nessuno mai», editore Feltrinelli, uscito in gennaio, parla di una persona in caduta libera: «L’ho visitato proprio oggi – racconta – soffre anche di demenza, ora sta molto peggio rispetto a sei mesi fa, è solo, abbandonato da tutti e sicuramente la situazione non è destinata a migliorare».
Processo sospeso: non è in grado di stare in giudizio
Per «Faccia d’angelo», peraltro, questo è anche il tempo di fare bilanci: «Sta facendo i conti con la sua esistenza – aggiunge l’avvocato Iorio – e si è accorto che ora non ha più nessuno vicino a lui». A dire il vero c’è chi lo segue da lontano: «La sorella gli telefona, si informa, si aggiorna». Ha mantenuto i contatti con lui nonostante sia stata la vittima dei suoi maltrattamenti: il processo è tutt’ora in corso davanti al tribunale di Pisa.
L’ultima udienza è di pochi giorni fa ma il processo è stato sospeso proprio alla luce delle condizioni di salute di Maniero. Il legale ha consegnato il certificato dei medici della struttura di cura nel Veneto in cui si attesta che il settantunenne non è in grado di stare in giudizio proprio a causa dei suoi malanni. E così pure sarà rinviato il processo con l’accusa di bancarotta a carico di Maniero in corso a Brescia per fatti avvenuti fino al 2016.
A fine mese, ci sarà l’udienza sulla quale, però, c’è una forte ipoteca sulla sua celebrazione. «Il processo riguarda il fallimento dell’impresa di Maniero di distribuzione degli impianti per la depurazione dell’acqua – spiega Iorio – che ha chiuso i battenti dopo che alcune trasmissioni televisive avevano rivelato il nome utilizzato all’epoca dal mio assistito ovvero Luca Mori. Da quando lo si è saputo, più nessuno ha voluto comprare gli impianti e lui è stato costretto a chiudere l’impresa».
Il quadro di Van Gogh nel suo patrimonio
D’altro canto, pare proprio che i processi non interessino più di tanto neanche a Maniero: «Non ha più contezza dei procedimenti a suo carico – aggiunge Iorio – si trova in una situazione di tale abbattimento che la sua situazione giudiziaria è l’ultimo dei suoi pensieri».
Una fine ingloriosa secondo Maurizio Dianese: «Aveva un’intelligenza sopra il nomale e ora anche se ha settantuno anni sembra molto più vecchio», dice. Maniero fa anche fatica a muoversi, riesce a salire le scale solo se aiutato. Ora la dirigenza della Rsa sta pensando di nominargli un amministratore di sostegno perchè gestisca le sue pratiche ordinarie e il suo patrimonio. «Nel mio libro – aggiunge Dianese – scrivo di un autoritratto di Van Gogh di sua proprietà ma chissà dove si trova e se lui se lo ricorda».
Condannato per sette omicidi
Un destino che sembra essere quasi beffardo per chi ha terrorizzato mezza Regione tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 ed è stato condannato per sette omicidi: «È la fine più banale che si potesse immaginare per il criminale più grande nella storia del nostro paese».
E pensare che, come racconta Dianese nel suo libro, l’ex boss della Mala del Brenta ora con una terza identità dopo quella di Luca Mori, ogni tanto racconta agli altri ospiti anziani che lui in realtà si chiama Felice Maniero.
Ma nessuno gli crede.
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4 aprile 2026 ( modifica il 4 aprile 2026 | 17:32)
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