di
Simone Canettieri
La giornalista: basta odio, presto tutte le risposte. Giorgetti: «Il titolare dell’Interno non è collega di partito e il caso non è politico, al momento»
Lui non parla, lei dice che lo farà «il prima possibile». Eccoli: Matteo Piantedosi e Claudia Conte, il ministro dell’Interno e la giornalista. La storia è ancora avvolta nel mistero. Perché Conte ha deciso lo scorso 1° aprile di farsi chiedere, durante un podcast pubblicato da Money.it, della sua relazione con il titolare del Viminale? Chi è stato il mediatore che ha facilitato lo scoop — nell’aria dal giorno prima con un’altra intervista allusiva a Virgilio — al podcaster Marco Gaetani, giovane dirigente di FdI e voce di Radio Atreju?
Tutti ne parlano, si cercano risposte, si rincorrono dietrologie, intanto arrivano le prime certezze: la giornalista e scrittrice rischia di perdere le collaborazioni che l’hanno resa in questi anni una protagonista, con doti quasi di ubiquità, del jet set politico istituzionale del centrodestra, in Italia e all’estero.
Prima che scoppiasse il caso, Conte era stata scelta per essere di nuovo la madrina (a titolo gratuito) della festa della Polizia a Frosinone, il prossimo 10 aprile, a Largo Turriziani, nell’ambito del Villaggio della legalità. Un incarico che negli ultimi 2 anni le è stato affidato in quanto — ha sempre detto lei — figlia di un agente, ora in pensione, del Frusinate. Nel nome del padre dunque, più che del ministro dell’Interno. Tuttavia questa volta non sarà così. La sua presenza nelle ultime ore è data per «cancellata». È a rischio, soprattutto, il suo programma su Radio1, La mezz’ora legale, tutti i martedì alle 23.30 (130 euro lordi a puntata). Prima che scoppiasse l’affaire con Piantedosi, la giornalista aveva registrato due puntate, che dunque andranno in onda il 7 e il 14 aprile. E poi cosa succederà? I vertici Rai nutrono «seri dubbi» sul futuro della stagione che terminerà a giugno, perché potrebbero mancarle gli intervistati, finora tutti di prestigio. «Saranno ancora disponibili?», è la domanda che gira nei corridoi di Via Asiago.
Soprattutto in vista dei prossimi palinsesti di Radio Rai, che saranno presentati all’inizio dell’estate, viene dato per «improbabile» il rinnovo della collaborazione e quindi il prosieguo della trasmissione.
APPROFONDISCI CON IL PODCAST
La curiosità dei colleghi di governo intorno al titolare del Viminale ieri è durata 8 minuti, il tempo del Consiglio dei ministri lampo, convocato di prima mattina. Piantedosi è intervenuto per illustrare alcune nomine prefettizie. Poi, dopo lo scambio di auguri e colombe pasquali, è tornato in ufficio per partire intorno all’ora di pranzo verso il suo buen ritiro di Pietrastornina, nell’Avellinese, una piccola tenuta di famiglia tra ulivi, viti e noccioleti. Il suo ritorno a Roma è atteso per martedì, dopo Pasquetta.
Meloni e il ministro non hanno avuto nuovi confronti riservati. Della faccenda ha parlato in maniera sbrigativa, rispondendo a una domanda in conferenza stampa, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: «Piantedosi non è mio collega di partito perché non mi risulta essere iscritto alla Lega. E non credo che la sua sia una questione politica, almeno in questo momento».
Intorno all’ora di pranzo è uscita l’anticipazione di È sempre Cartabianca che ha intercettato Conte nei pressi del ristorante di famiglia in zona Prati. Con lei c’era una donna romena, che dovrebbe essere la sua segretaria particolare e chissà che non sia stata lei la «mediatrice» dell’intervista bomba. Le immagini della trasmissione riprendono anche un uomo massiccio che, con modi ruvidi, prova ad allontanare l’inviata di Mediaset.
«Parlerò il prima possibile. Non vi preoccupate, avrete tutte le risposte. Vi chiedo un po’ di rispetto, basta con l’odio. Voglio mandare un messaggio di pace. Siamo a Pasqua, state tranquilli», ha detto Conte che ha rivelato di aver affidato a un legale «la tutela» della sua immagine.
Il caso si trascina. La giornalista movimenta le discussioni dentro Fratelli d’Italia: il partito della premier, guidato da Arianna Meloni, la incrociò in diversi appuntamenti anche a Washington, lo scorso ottobre, in occasione dei festeggiamenti per i 50 anni della Niaf. Altri tempi. Fra i tanti punti interrogativi le uniche certezze arrivano dalle collaborazioni della giornalista, che rischiano di restare impigliate in questa storia.
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4 aprile 2026 ( modifica il 4 aprile 2026 | 07:47)
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