«La vita di chiunque di noi abbia superato i cinquant’anni è stata punteggiata da una creatura fuori dal tempo e dallo spazio. Prendi un vecchio Sanremo e c’è Morandi che canta. Ne prendi uno più recente e c’è Morandi che presenta. Sfogli l’album della maratona di New York e c’è Morandi che corre, con lo stesso sorriso imperturbabile con cui canta, presenta e gioca a calcio: nella Nazionale Cantanti, dove nessuno ricorda di avergli mai visto fare un fallo. E se guardi una fiction per famiglie? Che domande, c’è Morandi. Uguale al Morandi dei “musicarelli” che riempivano i cinema oratoriali del secolo scorso, quando la tv era in bianco e nero, il sabato andava in onda Canzonissima e sulle cartoline-voto il futuro estensore del Caffè vergava con calligrafia incerta il nome del cantante preferito da sua nonna: Gianni Morandi. “Scende la pioggia, ma che fa…” Ma che vuoi che faccia? Bagna tutti, tranne Morandi. Uno capace di mettersi in mutande su Raiuno e non sembrare volgare. Persino di sopravvivere ai social: anche Morandi annovera degli odiatori, però i suoi odiano un po’ meno degli altri. Se rinasco, voglio essere Gianni Morandi, ma non so se son degno di lui».
4 aprile 2026, 06:39 – modifica il 4 aprile 2026 | 07:51
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