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Una megattera arenata da giorni nel mar Baltico, a pochi metri dalle coste dell’isola tedesca di Poel, morirà con ogni probabilità nella baia dopo che le autorità locali hanno rinunciato a insistere con i tentativi di salvarla. Sabato il ministero dell’Ambiente dello stato federale di Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dove si trova l’isola, ha confermato che il cetaceo è ancora vivo e che da venerdì i vigili del fuoco hanno istruzioni di irrorarne il dorso con dell’acqua, per alleviarne le sofferenze. Non si può prevedere quanti giorni sopravviverà.
La megattera è stremata e tutti i tentativi di spronarla a muoversi sarebbero una forma di accanimento, ha detto il ministro dell’Ambiente statale Till Backhaus, secondo cui «abbiamo considerato ogni idea possibile». I soccorritori hanno deciso di rinunciare «per rispetto della natura».
La megattera, lunga tra i 12 e i 15 metri e soprannominata Timmy, era rimasta bloccata una prima volta il 23 marzo in una baia a qualche decina di chilometri di distanza, in corrispondenza della località turistica di Timmendorfer Strand, a nord di Amburgo. Dopo giorni di tentativi era stata liberata una prima volta con l’aiuto di una ruspa, che aveva scavato un percorso nel fondale attraverso il quale era tornata in acque più profonde. Ma c’era la preoccupazione che si arenasse di nuovo, e infatti era successo il 28 marzo al largo della città di Wismar. Una seconda volta era riuscita a liberarsi, stavolta con l’aiuto di uno stimolo sonoro, per poi rimanere di nuovo bloccata poco lontano, nella baia dove si trova tuttora.
Backhaus ha detto che respira ogni quattro o cinque minuti ed emette dei versi, ma non ha reagito agli stimoli dei soccorritori. Ha un grave problema alla pelle del dorso e sta chiaramente soffrendo, ma non è stato possibile stabilire perché si sia arenata, e se abbia infezioni o altri problemi agli organi interni. «Per quanto sia triste, astenersi da ulteriori interventi di soccorso in questo momento e lasciare che l’animale riposi in pace è la scelta giusta» ha convenuto il ministero dell’Ambiente tedesco.
La megattera si era probabilmente persa, perché difficilmente gli individui della sua specie si avventurano deliberatamente nelle acque basse del mar Baltico. Fabian Ritter, un biologo marino che ha seguito le operazioni di soccorso, ha detto alla rivista scientifica Spektrum der Wissenschaft che la megattera era indebolita anche perché era rimasta imbrigliata in alcune reti da pesca. Alcuni pezzi le sono rimasti incastrati in bocca, cosa che potrebbe renderle difficile o impossibile nutrirsi. Potrebbe essersi arenata proprio per questo, oppure per problemi precedenti che hanno compromesso il suo senso dell’orientamento. Secondo Ritter, se anche fosse riuscita a uscire dalla baia, difficilmente sarebbe riuscita a raggiungere l’oceano Atlantico e salvarsi.

La megattera nel luogo dove si era arenata la prima volta, davanti a Timmendorfer Strand. (Ulrich Perrey/dpa via AP)
Il Museo oceanografico tedesco di Stralsund si è già accordato con le autorità locali per recuperare il corpo della megattera dopo la sua morte, per conservarne lo scheletro e usarlo per scopi di ricerca e divulgazione. Per tirarlo fuori dall’acqua e dal fango in cui è in parte sommersa serviranno probabilmente dei pontoni, grossi galleggianti su cui possono essere montate delle gru. Stralsund è a oltre cento chilometri di distanza, e si sta valutando se trasportare il corpo via terra o via mare.